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È stata una partita epica. Di quelle da pazza Inter, di quelle che la pazza Inter vince in rimonta, da due a zero a 4-2 e rischia di pareggiare con un rigore (che non c'era) e una traversa tutta da valutare. Como-Inter è una partita fondamentale e si vede anche dal fatto che Lautaro, infortunato, ha la sua maglia numero 10 nello spogliatoio anche se non è arruolabile. Non arruolabile ma convocato. Tutti concentratissimi. Calhanogluprima della partita catechizza Esposito: "Vieni incontro, capito?". Sono le prime indicazioni che arrivano da Bordocam, il programma di DAZN che racconta le partite da dietro le quinte, da bordo campo appunto.
E pure Chivu sa quanto sia importante la sfida contro Fabregas e comincia da Dimarco: gli fa un gesto, 'sorridi' e poi gli dà un bacino sul collo. Così cerca di caricarlo. L'Inter non va a prendere alta il Como e Fabregas parla col suo vice: "Ci stanno aspettando". Il tecnico interista predica calma. E chiede alle punte di far respirare la squadra. Così urla ad Esposito: "Pio, il primo incontro e il secondo va". Diao crea dibattito tra la panchina e Dimarco perché crea spazio a Sergi Robero: "Prendilo tu, Dimi. Esci sull'8", gli dice il tattico e il giocatore dice: "Ma se ho questo..." e il tattico replica: "Su questo c'è Bastoni". Parlavano di Nico Paz.
Dopo un po' Dimarco viene richiamato di nuovo da Cecchi perché Calhanoglu non deve farsi mettere in mezzo dal trequartista argentino del Como: "Ma se Calha è fisso lì cosa dobbiamo fare?", dice Dimash. Durante la partita discussioni anche tra le due panchine: Fabregas discute con Chivu per un fallo laterale. "Cesc, è nostra - gli urla - ha toccato per ultimo e lo sai". Poi arriva il primo gol del Como: Chivu lo riguarda seduto in panchina e rivede il pressing alto che aveva contestato a Thuram. Fabregas chiede ai suoi di continuare ad essere aggressivi. Arriva poi il botta e risposta: il due a zero di Nico Paz e il gol di Thuram su assist di Barella, a pochi secondi dalla fine del primo tempo.
Nel secondo tempo arriva subito il gol dell'Inter, il raddoppio di Thuram, ancora imbeccato da Barella con cui Chivu esulta con un petto a petto. Il tecnico nerazzurro poi cambia, manda in campo Bonny e gli dice: "Non pressiamo a caz, da soli. Aspettiamo...". Sucic cade dopo che Nico Paz lo sfiora ("Non l'ho toccato, si butta" dice il 10 del Como, Fabregas conferma: "Non l'ha toccato") nasce però un fallo, una punizione che batte Calhanoglu. Dritta dritta sul secondo palo dove c'è Dumfries. 2-3, partita ribaltata. Kolarov urla: "Mister, bisogna andare e non gestire" e Chivu: "Su, su". A 18 minuti dalla fine arriva il 4-2 di Dumfries.
Barella chiede il cambio. I tifosi del Como lo fischiano, lui saluta rispondendo in maniera polemica e va in panchina. Per un fallo a centrocampo si riaccende la diatriba tra le due panchine: "Calma, siete l'Inter eh, siete di alto livello, calma", dice Fabregas a Chivu e Kolarov che stavano protestando. Barella in panchina è agitatissimo. Quasi quanto Lautaro che l'ha vissuta tutto in ginocchio, mangiandosi anche le mani. Chivu deve calmare il centrocampista italiano.
Poi arriva il rigore per l'Inter tra le proteste nerazzurre: "Ma quale rigore", dice Chivu.3-4. Bisogna difendere questo risultato a tutti i costi e il mister è chiaro. Spazzarla se serve, lontanissima. Dumfries intanto gli cade addosso: il tecnico interista si attacca alla panchina ma si fa male ad una spalla. Il Como prende in pieno una traversa: disperazione per la panchina di Fabregas, sorriso beffardo dell'allenatore interista che sa cosa ha rischiato. Un secondo dopo urla ai suoi: "È finita, è finita, non si gioca più". La vince l'Inter: il mister esulta abbracciando tutti e va da Dumfries: "Papi", gli dice. E lui si ferma immobile, lo aveva fatto anche dopo il primo gol: sbloccata una nuova esultanza.
Fabregas raccoglie i suoi in cerchio: "Siete sempre il Como, okei. Questo cuore vuol dire tanto per questa gente. Grazie per quello che avete fatto. Lo stiamo facendo, è incredibile ragazzi. Continuate così, con orgoglio e cuore e la prossima la vinceremo!".
L'Inter dall'altra parte del campo festeggia con la sensazione di aver ribaltato quanto era successo l'anno prima all'ultima giornata con la vittoria a Como che non era servita a niente e aveva visto scivolare lo scudetto verso Napoli. "La sensazione di aver spostato l'ago della bilancia", concludono da DAZN.
(Fonte: DAZN)
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