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Conte: “Troppe voci, ma perché farci male da soli? Io parlo italiano ma spesso vengo…”
Nel corso della conferenza stampa post Napoli-Lazio, Antonio Conte, tecnico azzurro, si è lamentato sulle troppe voci riguardanti futuro e non solo sulla sua squadra e su di lui: "Questo è il mio secondo anno al Napoli ed è un copia e incolla dell'anno scorso, quello che dispiace è che capisco che quando parlo mi sembra di parlare in italiano e invece vengo spesso strumentalizzato, perché poi da alcune frasi o si tagliano o uno riporta la propria idea di quello che ha capito. Capitasse in Inghilterra posso anche capire, non parlo benissimo l'inglese, mentre qui parlo in italiano. Quello che io posso dire è che queste sono situazioni dove più siamo tutti zitti meglio è, anche perché diamo solamente fiato alle trombe a chi non vuole bene al Napoli e cerca di creare confusione, così come due giorni fa è uscito un articolo: una squadra vecchia a cui bisogna svecchiare, giocatori che devono andare via, nomi e cognomi.
Io penso che non sia giusto questo, è una mancanza di rispetto nei confronti di calciatori che comunque stanno qui da tanto tempo, hanno vinto due scudetti, una Supercoppa e io penso che ritrovarsi sul giornale che sicuramente non verrà rinnovato il contratto a questo, quest'altro va via… Facciamoli rifare agli altri, ma a Napoli stesso io dico: ma perché ci vogliamo fare male da soli? Perché? Allora io dico tutte queste voci sicuramente non fanno bene alla squadra, è una mancanza di rispetto nei confronti di gente che comunque ha fatto sognare la città. E questo mi dispiace, mi dispiace, però è una cosa che io sto vedendo, sto vedendo perché Napoli stessa è molto controversa, c'è chi aiuta e chi distrugge e chi rompe le scatole. A me dispiace perché già c'erano delle scatole da altre parti, quando siamo in casa nostra cerchiamo di stare compatti e uniti invece di farci del male da soli.
Ripeto questa storia, alla fine non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Guarda, io non addosserei assolutamente le colpe alla difesa perché si difende, si attacca in undici, compreso il portiere: si difende in undici, compreso Hojlund che sarebbe l'attaccante, l'ultimo attaccante. Oggi eravamo tutti non pervenuti, c'è stato un blackout totale, ho fatto il calciatore e anche l'allenatore, è capitato alcune volte che ci sono delle giornate no, oggi è stata una giornata no, anche perché, ripeto, la partita tu hai provato a farla, la palla ce l'avevi tu per il 70%, cioè hai attaccato, potevamo attaccare per due giorni, non avremmo mai fatto gol oggi perché non c'era quella lucidità necessaria per capire dove fare male, non si vedevano gli spazi, non eravamo a livello qualitativo puliti, eravamo molto sporchi, c'è stata una serie di situazioni che comunque, ripeto, bisogna adesso resettare e da lunedì prepararsi perché mancano cinque partite e per la società, per il club è troppo importante giocare la Champions, perché la Champions penso che porti 70 milioni, se non sbaglio, nelle casse societarie, come sono arrivati l'anno scorso, oltre al premio dello scudetto. Quindi noi abbiamo bisogno di rimanere concentrati, focalizzati, di raggiungere quello che dobbiamo fare e poi Dio vedrà".
(TuttoNapoli)
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