
«Ho visto tanti amici, qualcuno di vecchia data e qualcuno più recente. Il presidente Simonelli mi aveva consegnato un documento con alcuni punti che erano di primario interesse per la Lega e mi ha anche detto che negli ultimi giorni c'era stata un'evoluzione su questi punti. Ma nello specifico non si è parlato di questo programma ma ci si deve coordinare anche con gli incontri delle altre componenti sui punti disciplinari per l'interesse di tutti. Posso sembrare di parte, ma l'ambiente lo conosco bene», ha aggiunto.
«Sono state due ore straordinarie di chiacchierate. Hanno parlato tutti, esprimendo concetti ed opinioni e rinsaldando la fiducia che mi fa molto ragionare. Non ho ancora certezza sul portare avanti la candidatura e ci tengo a dirlo. Lo farò solo dopo aver sentito le altre componenti. La notizia giornalista è che non sono preoccupato del risultato elettorale del 22 giugno: se c'è una competizione la partita si deve giocare. Quello su cui sto riflettendo è su un apporto diverso, propositivo, vincente, per migliorare la parte sportiva innanzitutto», ha spiegato anche l'ex presidente del Coni.

«Si pensa al nuovo presidente perché l'Italia è stata eliminata e se l'Italia avesse vinto in Bosnia oggi non saremmo a parlare di elezioni. Magari il problema si sarebbe proposto di nuovo dopo qualche mese, ma queste sono le riflessioni che mi sento di fare. Sotto il profilo della capacità di proporre una squadra che metta in condizioni di chi va in campo di ottenere il massimo risultato possibile qualcosa credo di aver dimostrato».
Nulla per scontato
—«Anche se so che nulla nello sport è scontato e va perseguito. La riflessione finale è che uno deve dedicare, se si va avanti e se c'è consenso, per fare un discorso di strategie, idee, nuova organizzazione con persone che abbiano mentalità e cultura diversa. Senza disperdere tempo, energie fisiche e mentali per trovare, da mattina a sera, compromessi tra le varie componenti. Credo di aver dato l'idea e ringrazio la Lega per come sono stato accolto. Il calcio, a cominciare dalla Serie A, deve mettere da parte i personalismi perché forse sotto il profilo del prodotto, dell'immagine, deve essere considerato in modo diverso se volete anche a livello istituzionale. Come d'altronde mi sembra si sia dimostrato su altre discipline sportive», ha poi detto anche.
«Si deve prima valutare, pesare tutto l'ambiente, tutte le persone che ci lavorano. E poi dopodiché o è in grado di apportare una cultura diversa oppure dove non avviene entrare in ordine delle idee, succede del resto ovunque. La priorità è quella di soppesare il giudizio delle persone. Quando fui eletto inaspettatamente come presidente del CONI in tanti pensevano che Nepi, che ha qualità organizzative importanti, per una serie di motivi avrebbe finito con il Coni. Ma l'ho messo in condizione di usare al massimo il proprio potenziale e oggi Nepi è in condizione di consacrare il suo percorso. Io faccio il dirigente sportivo utilizzando le mie esperienze da imprenditore».
Mi fermo se...
—«L'Italia non è un Paese semplice: a parte la vigilanza politica, e io ho affrontato otto governi, otto legislature e via dicendo, sempre con trasparenza e rispetto delle regole. Io sono una persona molto concreta. Il presidente Simonelli mi ha dato un appunto di 29 temi. Ammesso che mi candidi e vinca, ma ci sono due anni di legislatura sportiva con un anno e qualche mese di legislatura politica. Bisogna anche essere realista e scegliere priorità», ha spiegato.
«Gli italiani in campo? Già dico che ci sono società che la vedono in un modo e altre in un altro. So che è cruciale, però va trovato un punto di caduta: bisogna partire dal presupposto che, eletto il 22 giugno, non puoi intervenire sulla stagione 26/27. Puoi farlo solo sulla seconda stagione di gestione. Basta guardare altri sport, professionistici o no e capirlo. Se parlerò con Abodi? Dopo che avrò parlato con altre componenti, parlerò anche con lui ci mancherebbe. Devo dare priorità al mondo sportivo. Ma se le altre componenti non sono d'accordo ringrazierò la Lega Serie A e mi fermerò».
(Fonte: FCINTER1908.IT)
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