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Inter, delirio nerazzurro a Milano: oltre 300mila persone. La festa finisce in Duomo

Inter, delirio nerazzurro a Milano: oltre 300mila persone. La festa finisce in Duomo - immagine 1
Tutti i tifosi nerazzurri per le strade di Milano seguono i due bus scoperti e aspettano in Duomo l'arrivo dei calciatori
Andrea Della Sala Redattore 

Una festa pazzesca quella dell'Inter per le strade di Milano. Tutti i tifosi nerazzurri scesi in piazza Duomo e lungo il percorso dei due bus scoperti. Oltre 300mila persone ad acclamare gli idoli della squadra di Inzaghi:

"Alle ore 22.59 del 28 aprile 2024 la Woodstock nerazzurra raggiunge il massimo del piacere: il bus scoperto, in cui da ore ballonzolano e cantano i campioni di Italia, sgorga finalmente in Duomo. Nel cielo ancora qualche nuvoletta dispettosa, eppure brilla la nuova stella lassù. Il fiume di tifosi che dalle 16.15 ha accompagnato questo viaggio sentimentale nel cuore di Milano si è riversato nel salotto del centro: Piazza Duomo si è così riempita un po’ alla volta fino a scoppiare. Secondo i calcoli delle autorità, nel corteo di 8 chilometri si è superata quota 300mila persone. Vista la folla debordante ai lati, è stato un viaggio a singhiozzo: andamento lento, tra fuochi d’artificio, cori martellanti e bandiere. Per l’Inter, in fondo, è perfino più bello, un abbraccio così era mancato nello scudetto 2021 per colpa degli ultimi morsi del Covid", racconta la Gazzetta dello Sport.


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Ecco allora la celebrazione a lungo bramata e tutti lì sul primo di due bus scoperti, mentre sul secondo c’è il resto dello staff: da Inzaghi, che saltella come aveva fatto all’ora di pranzo durante Inter-Toro, a Barella, che fa roteare il microfono come il lazzo di un domatore. Nicolò è l’animatore del villaggio assieme a Dimarco e Lautaro, ma spicca pure la gioia di Marko Arnautovic, con occhiali da saldatore come fosse uscito da un rave party. Poi il sorrisone del novellino Bisseck, il primo a fumare l’immancabile sigaro della vittoria. Tutti, compreso il tecnico, indossano a turno la maschera del “Demone”, soprannome di Inzaghi di moda anche nello spogliatoio. Si sta a cavalcioni sul corrimano e si rischia di perdere l’equilibrio, perfino il mite Sommer che mostra ogni tanto il pugnetto, figurarsi lo scatenato Frattesi che urla con la vena al collo. Calha, dopo un altro paio di gol nel pallottoliere, con la bandiera della sua Turchia ha una calda coperta. Thuram, invece, mostra una maxi-banconota da zero euro col volto proprio di Calha, arrivato da svincolato, e poi il pupazzetto di un cane. Il riferimento è a quello del gemello argentino di cui hanno parlato durante una Instagram live senza svelare il nome per evitare polemiche. Prima, a San Siro, tutta la compagnia aveva fatto un giro di campo col maxi-scudetto numero 20 ricambiando ai cori dello stadio.

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"Così, tra goliardia e sfottò, il tappeto nerazzurro si stende a perdita d’occhio e nessuno si stupisce se per strada pascoli una mucca colorata di nerazzurro. O auto, moto, un trattore e perfino una ambulanza customizzate a tema doppia stella. Chi ha voluto affrettare i tempi, si è presentato in anticipo in Duomo e ha subito alzato il naso verso la Terrazza 21, sede del party privato con i giocatori e alcuni vip dopo la parata. Il tratto fino al Duomo, percorso in mezzo all’ultima goccia di oceano nerazzurro. Mentre è salito il vento, i giocatori hanno indossato una felpa: sfiniti di gioia e con qualche birretta addosso, sono saliti in terrazza per essere chiamati uno a uno dallo speaker del club e poi cantare cori assieme alla folla", aggiunge Gazzetta.

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