Fulvio Collovati, ex calciatore, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli. Qui le considerazioni su ciò che è ancora in gioco in Serie A: "Il secondo posto ormai mi sembra quasi acquisito. Il Milan è in difficoltà, la Juventus fatica e la Roma è concentrata sulla corsa Champions. Credo che il Napoli abbia raggiunto un ottimo risultato. La vera domanda è un’altra: Conte resterà?”.

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Collovati: “Napoli? Conte andrà via se sarà ridimensionamento. Le alternative…”
Da cosa dipenderà?
“Dipenderà dalle strategie del club. Ho sentito parlare di ridimensionamento, soprattutto per quanto riguarda ingaggi e mercato. Se davvero il Napoli dovesse ridimensionarsi, allora qualche dubbio sulla permanenza di Conte ce l’ho anch’io. Lui nella sua carriera ha sempre rilanciato, mai ridimensionato”.
E in caso di addio si parla tanto di Sarri…
“Maurizio Sarri è un ottimo allenatore, ha già fatto bene a Napoli ed è un nome importante. Però il punto resta sempre quello: capire quale sarà il progetto del club. Se Conte percepisce un ridimensionamento, allora è normale che possano emergere alternative come Sarri, Italiano o altri profili”.
Che stagione è stata quella del Napoli?
“Secondo me positiva. Qualcuno parla di delusione, ma non si può vincere sempre. Il secondo posto, la qualificazione in Champions e la Supercoppa rappresentano un buon risultato. Però è chiaro che, se dovesse esserci un cambio in panchina, andrebbe fatto rapidamente per programmare tutto”.
Ieri sera un’altra grande partita europea tra Bayern Monaco e PSG: quanto siamo lontani in Italia da quei ritmi?
“Il problema non è il 5-4, perché risultati così evidenziano anche grandi debolezze difensive. La partita di ieri, finita 1-1, ha dimostrato invece che si può giocare un grande calcio anche con equilibrio e organizzazione difensiva. Il PSG ha fatto una partita straordinaria”.
E il calcio italiano dove paga il gap?
“Paghiamo la velocità e l’intensità. Siamo indietro di quindici anni. In Italia vediamo ancora un calcio troppo lento: palla al portiere, palla al difensore, ritmi bassi. In Europa invece c’è intensità continua. Anche una partita che finisce 0-0 può essere spettacolare se giocata ad alta velocità”.
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