fcinter1908 serie a Inchiesta arbitri, indagati, partite nel mirino e il gioca jouer: cosa c’è da sapere

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Inchiesta arbitri, indagati, partite nel mirino e il gioca jouer: cosa c’è da sapere

Rocchi Gervasoni aia
Le risposte a tutte le principali domande che riguardano l'inchiesta sugli arbitri per chi volesse approfondire il tema
Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 

Inchiesta arbitri

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Praticamente non si parla d'altro in questi giorni. L'inchiesta sul mondo degli arbitri ha fagocitato la cronaca sportiva e non solo, per cui è bene fare chiarezza su diversi temi. Ci ha pensato la Gazzetta dello Sport con un focus sul proprio sito. Partendo proprio dalle basi: come è nata? Chi sono gli indagati? Quali sono i possibili scenari? Qui le risposte alle domande più diffuse sul tema.

 

Cos'è l'inchiesta?

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Qual è l'oggetto di questa inchiesta, dunque? Spiega la Gazzetta: "Il designatore Gianluca Rocchi, responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B, è indagato per concorso in frode sportiva, in un’inchiesta condotta dalla Procura di Milano, in particolare dal pubblico ministero Maurizio Ascione. L’avvio ufficiale è dell’ottobre del 2024, circa un anno e mezzo fa. Probabilmente, all’inizio era un’inchiesta contro ignoti, poi si è arrivati a inserire gli arbitri nel registro degli indagati".

Noti anche i tre capi d'accusa.

"Sotto la lente d’ingrandimento ci sono tre episodi, riconducibili a due grandi temi. Il primo: l’intervento di Rocchi in Sala Var a Lissone durante Udinese-Parma. Rocchi, secondo Ascione, avrebbe bussato sui vetri della sala Var per far assegnare un rigore all’Udinese per un gomito di Balogh su tiro di Thauvin, comportamento vietato a un designatore. Il secondo: le designazioni di Andrea Colombo per Bologna-Inter di Serie A e di Daniele Doveri per Inter-Milan di Coppa, scelte che sarebbero state combinate "in concorso con più persone allo stadio San Siro". La teoria è che Colombo sia stato selezionato come arbitro gradito all’Inter, Doveri per evitargli l’abbinamento con i nerazzurri in partite successive".

Chi sono gli indagati?

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Chi sono gli uomini al centro di questa inchiesta? Bisogna partire con una premessa: le indagini sono ancora in corso e potrebbero arrivare in corsa altre aggiunte all'elenco degli indagati. Ma a oggi la situazione è questa: "Gli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano sono cinque, tutti appartenenti al mondo arbitrale: quattro per concorso in frode sportiva, uno per false informazioni riferite al pubblico ministero. Nel primo gruppo ci sono Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri, il Supervisore Var Paolo Gervasoni, gli arbitri Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. Rocchi e Gervasoni, poco dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia da Ascione, si sono autosospesi. L’indagato per false informazioni invece è l’altro tesserato Aia Daniele Paterna, Var in Udinese-Parma".

Non ci sono invece indagati tra i tesserati dei club.

Su quali partite si indaga?

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Sono cinque le partite al centro dell'indagine. Questo il dettaglio: "Al momento, nel fascicolo delle indagini ci sono cinque gare, tre di A, una di B e una di Coppa Italia. Due gare sono sotto la lente d’ingrandimento per l’intervento di un dirigente Aia – Rocchi o Gervasoni – in Sala Var... e sono Udinese-Parma del 1 marzo 2025 e Salernitana-Modena dell’8 marzo. Per altre due si discute della designazione: Andrea Colombo per Bologna-Inter di campionato del 20 aprile 2025 e Daniele Doveri per Inter-Milan di Coppa Italia del 23 aprile. Inter-Verona è la quinta partita ed è un caso a parte".

Cosa successe il 2 aprile?

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Una delle date al centro dell'inchiesta è il 2 aprile del 2025. Per quale motivo? In quell'occasione Rocchi avrebbe parlato con altre persone del mondo arbitrale delle famigerate designazioni gradite all'Inter.

Spiega la Gazzetta: "Risalgono a quel giorno le dichiarazioni di Rocchi sulle designazioni di Colombo e Doveri che hanno portato Ascione a considerarle come influenzate dal gradimento dell’Inter. La Repubblica in edicola questa mattina rivela che Rocchi il 2 aprile "parlando al cellulare con qualcuno del settore tira in ballo un uomo dell’Inter: la figura operativa che per il club tiene i rapporti con gli arbitri partita per partita". Ovvero Giorgio Schenone, ex guardalinee che dal 2020 è l’addetto agli arbitri dei nerazzurri. Aggiunge Repubblica: "È in questo colloquio che l’ex designatore avrebbe riferito quali scelte arbitrali sarebbero state gradite o meno al club nerazzurro". A margine: i due termini, "gradito" e "sgradito", non sono letterali, non provengono dalle intercettazioni, ma sono stati scelti dal p.m. Ascione in sede di ricostruzione della vicenda".

Il gioca jouer

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Gran parte del dibattito è incentrata sulle presunte bussate a Lissone con cui Rocchi e Gervasoni avrebbero indirizzato alcuni arbitraggi. Alla base ci sarebbe stato un vero e proprio codice:

"La Repubblica ha ipotizzato il significato di quei gesti: la mano alzata significava "non intervenire", il pugno chiuso "intervieni". E ha aggiunto: "Qualcuno, con ironia, definiva quel metodo Gioca Jouer, come il tormentone di Claudio Cecchetto". Una delle ipotesi è che quei gesti venissero fatti soltanto agli operatori Var più vicini a Rocchi, per aiutarli a sbagliare meno e, quindi, favorire la loro carriera".

Gli interrogati

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Chi è finito davanti agli inquirenti per rispondere alle domande?

"Ascione in questi mesi ha sentito molte persone e nessuna, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe tesserata per un club. Tra le persone sentite, si stima una trentina, ci sono verosimilmente gli arbitri impegnati come Var e Aver nelle partite oggetto dell’inchiesta più persone che Ascione ha voluto incontrare per capire se avessero informazioni utili. Nell’elenco ci potrebbe essere anche Daniele Orsato, oggi designatore di Serie C".

L'interrogatorio di Gervasoni

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L'interrogatorio che ha riscosso maggior clamore è quello di Andrea Gervasoni, ascoltato da Ascione in particolare su Salernitana-Modena. Ma non solo:

Gervasoni, con l’avvocato Michele Ducci, ha spiegato che quel giorno si trovava in un’altra palazzina del Centro Var di Lissone. Ascione, nel colloquio con Gervasoni, ha parlato anche di Inter-Roma 0-1 del 27 aprile 2025, segnata da un rigore non assegnato all’Inter per fallo di Ndicka su Bisseck. Secondo Gervasoni, sulla decisione, definita "un erroraccio", non c’è stata alcuna ingerenza.

Chi è Schenone?

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Da stamattina è finito sotto la lente d'ingrandimento anche Giorgio Schenone, addetto agli arbitri dell'Inter, non indagato però. Schenone sarebbe stato tirato in ballo da Rocchi nella presunta intercettazione del 2 aprile 2025:

Giorgio Schenone è l’addetto agli arbitri dell’Inter, ovvero la figura incaricata di gestire le relazioni tra il club e il mondo arbitrale. Nel linguaggio del calcio di oggi, si parla di club referee manager. Un addetto agli arbitri, nel giorno della partita, accoglie il direttore di gara, lo accompagna in spogliatoio e lo segue per eventuali esigenze di routine; durante la settimana, tiene i rapporti con l’incaricato Figc-Aia. Schenone è su tutti i siti perché La Repubblica oggi ha ipotizzato che Rocchi, nel colloquio del 2 aprile 2025 al centro delle indagini, abbia fatto un riferimento proprio a lui. Rocchi quindi considerava Colombo “gradito” e Doveri "sgradito" all’Inter in seguito ad alcune considerazioni di Schenone? Lo capiremo nei prossimi giorni

Cosa rischia l'Inter?

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Veniamo alla fatidica domanda. Cosa rischia l'Inter? Se lo chiedono tutti i tifosi. Spiega la Gazzetta:

L’inchiesta, insomma, al momento è circoscritta al mondo arbitrale. Il dialogo in cui il designatore chiama in causa un dirigente dell’Inter, ipotizzato da La Repubblica, è importante ma da chiarire: che cosa dice Rocchi in quel momento? Ancora, non lo sappiamo con precisione. Di per sé, il riferimento all'Inter non fa scattare responsabilità in capo ai nerazzurri. L’addetto agli arbitri, infatti, per definizione tiene i rapporti con il mondo arbitrale ed è normale che possa lamentarsi per fischi considerati ingiustamente punitivi. Insomma, molto è ancora da chiarire ed è presto per arrivare a conclusioni.