Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha parlato ai microfoni di DAZN al triplice fischio della gara vinta senza affanno contro la Cremonese di Giampaolo. Qui le sue considerazioni:

serie a
Napoli, Conte: “Troppe critiche, altri club comunicano meglio di noi. Lukaku? Neanche un saluto”
"La partita con la Lazio era finita col 70% del possesso palla, ma non abbiamo centrato la porta. Niente è andato per il verso giusto. Oggi c'era determinazione, voglia di rivalsa perché dopo la Lazio sono arrivate troppe critiche, mi sono sembrate eccessive per una squadra che ha vinto uno scudetto e una supercoppa in due anni, come ai tempi di Maradona. Siamo secondi, tuttora mancano quattro giocatori come Di Lorenzo, Neres, Lukaku e Vergara. E' stata una stagione difficilissima, per cui stare lì per me è qualcosa di veramente importante. Non voglio portare a spasso nessuno, sappiamo il lavoro che c'è dietro. Ho detto ai ragazzi che meritano di finire l'anno nel migliore dei modi e di lasciare parlare. Anche la comunicazione è importante, magari le altre fanno una comunicazione più completa della nostra".
McTominay fa tre ruoli in uno.
"McTomincay centrocampista centrale è una soluzione che abbiamo dovuto forzare durante l'anno perché erano rimasti soltanto lui e Lobotka, più Elmas all'occorrenza. Penso quella sia la posizione sua, perché è un centrocampista box to box. Abbiamo lavorato tanto sulla costruzione insieme all'altro centrocampista, riesce ad avere più spazio, ad arrivare in area a fari spenti. Se gioca trequartista lo aspettano di più. Uno cerca di trovare sempre le soluzioni per far convivere tutti quanti. Anche Elmas ha fatto una prestazione importante, così come Gutierrez che è venuto a giocare dentro al campo. Ci siamo divertiti, si è divertito il pubblico e ora siamo al secondo posto aspettando il risultato delle altre squadre".
Ha parlato con Lukaku ultimamente?
"Sinceramente non ho avuto l'opportunità di parlare con lui. So che un nostro dirigente ci ha parlato. Lui è venuto al centro, l'ufficio mio era lì ma nessuno ha bussato alla porta e questo mi è dispiaciuto tanto. Mi sarei aspettato un saluto o comunque un messaggio, qualcosina. Si cerca in queste situazioni di capire un po' tutti, l'allenatore deve capire tutti e nessuno si sforza di capire l'allenatore".
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