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serie a
Zazzaroni: “Scandalo arbitri? Scacciate i retropensieri. E’ molto più importante…”
Il terremoto di ieri è al centro della cronaca sportiva. Ne ha parlato anche Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, nel suo editoriale di oggi. Queste le sue considerazioni:
Scacciate i retropensieri, nessuno pensi male. E' più importante, quasi vitale, arrivare alla verità e sapere se Rocchi sia effettivamente intervenuto in sala Var per accelerare la verifica di un rigore (che c’era) e se la scorsa stagione - come si legge nei capi d’imputazione - abbia scelto arbitri graditi all’Inter, come Colombo di Bologna-Inter 1-0.
Forza, è stato trovato un simpatico modo per festeggiare i vent’anni di Calciopoli. Ripensando anche ai recenti casi Trentalange e D’Onofrio, però, vien voglia di azzerare tutto e affidare la direzione delle partite all’intelligenza artificiale, perché quella arbitrale non offre più garanzie.
In più di un’occasione ho espresso un pensiero sulla compagnia dei fischietti che, come tutte le categorie, non sa cosa significhi l’ unità d’intenti e di sistema e la solidarietà tra colleghi. Nell’AIA esiste da sempre un governo, vicino al designatore, e un’opposizione, costituita dai direttori di gara meno utilizzati, dai dissenzienti e dagli esterni, i dismessi. Non vi dico i veleni e i contrasti, talvolta soffocati . Oltre alle tensioni e alle pressioni derivate dalla partita in sé e dagli interessi che muove, gli arbitri sono perciò costretti a operare con un bisonte sulla schiena. Non è difficile individuare anche nei giudizi di chi una volta abbandonata l’attività si ricicla in tv , simpatie e antipatie personali che hanno radici lontane e collaborazionismi.
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