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fcinter1908 social Dribbling, 74 giocatori su 100 non previsti nel 3-5-2. Su 200 8 italiani: il primo è sogno Inter

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Dribbling, 74 giocatori su 100 non previsti nel 3-5-2. Su 200 8 italiani: il primo è sogno Inter

Daniele Mari Direttore 
L’analisi proposta da Sky Sport accende i riflettori su un dato sempre più centrale nel calcio moderno: la capacità di saltare l’uomo

L’analisi proposta da Sky Sport accende i riflettori su un dato sempre più centrale nel calcio moderno: la capacità di saltare l’uomo.I numeri relativi ai top 5 campionati europei raccontano una tendenza chiara e ormai consolidata. Nei primi 100 giocatori per dribbling, ben 59 sono esterni offensivi. Un dominio netto, che conferma quanto il gioco sulle fasce sia oggi decisivo.

A questi si aggiungono 15 trequartisti, altra categoria naturalmente portata all’uno contro uno. Molto più ridotta invece la presenza di attaccanti puri e centrocampisti centrali. Il dato suggerisce una specializzazione sempre più marcata dei ruoli offensivi. Ruoli che, per esempio, non sono presenti nel 3-5-2 tanto in voga in Italia.

Se si allarga lo sguardo ai primi 200, emerge però un altro tema: il peso dell’Italia. Gli italiani presenti sono soltanto 8, un numero decisamente basso rispetto alle altre nazioni. Il migliore è Palestra, che occupa appena la 56ª posizione. Un piazzamento che evidenzia un gap tecnico evidente nel dribbling rispetto ad altri paesi.

Ancora più significativo è il dato sui convocati. Tra questi otto italiani, solo due sono stati chiamati e nello stesso ruolo: Palestra e Politano. Una coincidenza che rafforza l’idea di una produzione limitata e poco diversificata.

Il confronto internazionale è impietoso

La Spagna guida con 30 giocatori nei primi 200, seguita dalla Francia con 27. Anche l’Inghilterra si difende con 20 presenze.Numeri che riflettono sistemi di formazione più orientati all’uno contro uno. L’Italia, invece, sembra ancora legata a un calcio più strutturato e meno individuale. In un contesto sempre più dinamico e creativo, questo potrebbe rappresentare un limite. La sfida per il futuro sarà colmare questo divario tecnico senza perdere equilibrio tattico.