Lo hanno chiamato scudetto dell'orgoglio. Uno scudetto rimasto in ballo due anni. Atteso, attesissimo come la cima di una montagna scalata a mani nude dopo una caduta che aveva fatto tremare terra e cuori. È il 21 scudetto dell'Inter.

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Inter: Scudetto numero 21, Dimarco se lo è già tatuato sulla pelle
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Il 21esimo scudetto di Federico Dimarco come tifoso nerazzurro perché gliel'aveva promesso da bambino, dopotutto. Il secondo da giocatore dopo quello che ha vinto nel 2024. Quello che è valso la seconda stella. Ne aveva sfiorato un altro, un anno fa, in una stagione bella e intensa ma che aveva tolto alla squadra energie e risorse fino all'ultima giornata quando il titolo è finito nelle mani del Napoli. E poi c'era stata la finale di Champions persa 5-0 contro il PSG, dopo averla conquistata con due partite epiche contro Bayern e Barcellona.

C'era da riprendersi in mano il cuore sottorratto sotto la polvere. E gli interisti se lo sono ripreso con la vittoria di uno scudetto conquistato al di là di ogni ostacolo, al di là di ogni dubbio, al di là di ogni intralcio.

La vittoria dello scudetto è arrivata quando mancano ancora tre giornate da giocare, nella gara contro il Parma e Federico questo titolo lo sente molto suo.
Anche perché ha battuto il record degli assist in una sola stagione ed è stato tra i trascinatori della squadra, dopo essersi riscoperto forte, coraggioso e appartenente fino all'ultima briciola di sangue all'Inter. Così nel giro di pochi giorni quello scudetto numero 21 è già finito tra i ricordi indelebili, marchiato 'a fuoco' sulla sua pelle. Dipinto a mano da Alberto Marzari che ha posato insieme a lui e alla sua maglia autografata. Quella di questa stagione ovviamente, una stagione tatuata ormai nell'anima degli interisti, nel cuore di Dimarco. E pure sul suo polpaccio destro.
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