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fcinter1908 social Zazzaroni sbotta: “Cassano non è niente, patetica reliquia. Rivoluzionario con l’Iban al posto di…”

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Zazzaroni sbotta: “Cassano non è niente, patetica reliquia. Rivoluzionario con l’Iban al posto di…”

Redazione1908
L'attacco di Antonio Cassano è stato tropo pesante. E stavolta Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha replicato duramente

L'attacco di Antonio Cassano è stato tropo pesante. E stavolta Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha replicato duramente alle accuse dell'ex fantasista di Roma, Real, Inter e Sampdoria. E l'attacco di Zazzaroni è duro almeno quanto quello ricevuto:

"E mo' basta, Anto'. Dài e dài, mi hai davvero stufato, perciò ti dedico queste poche righe: argomenta, non offendere. Pensa, promuovo anche queste tue ultime puttanate. Buona Pasqua. Non ti telefono perché sei l'unico numero bloccato su 4.019. Da assiduo frequentatore della maleducazione e del delirio di onnipotenza, Cassano è un'eterna occasione sprecata, un guitto estivo da rabona sulla spiaggia. Buttò una carriera per arroganza e oggi, nella sua improbabile seconda vita da commentatore del nulla, fa lo stesso perché altro non sa fare.

Non solo non ha capito come stare nel presente senza sembrare una patetica reliquia del passato, ma ha smarrito da tempo il senso del ridicolo. Non che sia mai stato il suo forte, ma forse, nella prospettiva del mezzo secolo di vita, qualcuno dovrebbe suggerirgli che considerarsi indispensabili e ritenersi - senza che gli scappi mai da ridere- “un punto di riferimento” è solo il primo passo per finire a parlare di sé in terza persona. Non ho conosciuto un solo “grande” che corresse un rischio simile perché chi è davvero grande fa di tutto per schermirsi e perché chi è davvero grande prova ad avere rispetto di sé e soprattutto degli altri"

"Cassano non è niente"

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"Antonio no. Antonio si mette in posa. Antonio fa il self-tape e si ripete che senza di lui il calcio non esisterebbe. Antonio non è niente, ma fa di tutto per sembrare qualcosa. E allora, proprio come quando era in campo, dileggia, insulta, dà patenti di rispettabilità, manda a puttane, per egolatria, qualsiasi parvenza di ragionamento e finisce per mettere in scena sempre lo stesso spettacolo. Fa quasi tenerezza. Per uno che voleva essere eretico, diventare conformista deve essere la peggiore delle condanne. È uno pseudo rivoluzionario con l’iban al posto degli ideali.

Antonio, parliamoci chiaramente, per turbarci non hai i titoli. Se vuoi torniamo a fare i rutti in cerchio, davanti al mare, come quando avevamo quindici anni. Se le intenzioni sono altre, hai ragione tu, non abbiamo niente da dirci. Chiediti il perché. O meglio ancora, non chiedertelo. Non vorrei costringerti a uno sforzo eccessivo"