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Beppe Bergomi, su Skysport, ha parlato di Evaristo Beccalossi nel giorno della sua scomparsa. «Ho giocato 4 anni con lui. All'interno del gruppo ognuno ha un carattere. Lui era solare, uno che a noi giovani ci faceva entrare in spogliatoio col sorriso, ci voleva bene, aveva sempre la parola giusta, ma era un genio di calcio».
«Credo che, anche se vado controtendenza, lui farebbe benissimo nel calcio di oggi. In questo periodo si parla tanto di talento, quanto ne aveva il Becca. Destro, sinistro, dribbling, la continuità non era il suo forte forse. Ha fatto innamorare tanti interisti ma non solo. Oggi nella chat dei campioni del mondo del 1982 c'erano bellissime parole da parte di Gentile, Tardelli, Conti. Anche gli avversari gli volevano bene e per noi insieme ad Altobelli è stato un punto di riferimento importante», ha aggiunto l'ex capitano dell'Inter.
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«Avrebbe fatto meglio nel calcio di oggi. Siamo alla ricerca di giocatori che saltino l'uomo. Vero, la continuità non è stato il suo forte, ma era un ragazzo rispettoso, faceva gruppo, delle giocate incredibile, si intendeva incredibilmente con Altobelli. Io lo vedevo alla stazione di benzina con Luisito Suarez, era orgoglioso anche di accompagnare i ragazzi giovani delle Under dell'Italia e mi parlava con passione di questi ragazzi, lo ha fatto fino all'ultimo», ha detto anche Bergomi.
«Perché rappresenta l'interismo? Ai tifosi interisti piacciono questi giocatori. Corso, Beccalossi, Recoba. Anche se Altobelli faceva i gol, e non me ne voglia, il cuore te lo toccava più Beccalossi - ha spiegato l'ex capitano - per quel modo di giocare, stare in campo e secondo me ha fatto innamorare tanta gente. Questo era lui. Quando qualcuno diventa tifoso di una squadra lo diventa perché i genitori tengono a quella squadra o perché ti innamori di un giocatore e tu ti innamoravi di Beccalossi. Vince lo scudetto con l'Inter di tutti italiani e arrivavano tutti dal settore giovanile, aveva senso di appartenenza, come Canuti, se lo ritroverà in paradiso. Scherzavano tantissimo. I due rigori sbagliati? Io ero in panchina e mi ricordo i due rigori che ha battuto, era la Coppa delle Coppe e uno l'ha tirato fuori, entrambi di sinistro e si fece anche male dopo aver tirato quei due calci di rigore, Talento che in campo dovevi supportare e in allenamento ti faceva tunnel, lo faceva per il gusto del divertimento e quando era in campo si vedeva proprio quello. Bersellini qualcosa gli diceva ma di lui non poteva fare a meno».
(Fonte: SS24)
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