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Longhi: “Beccalossi, tutto estro e sinistro. Mazzola mi confidò…”

Eva A. Provenzano
Eva A. Provenzano Caporedattore 
Il commovente ricordo del giornalista del suo amico, ex campione nerazzurro, scomparso oggi a 69 anni

Su SportMediaset Bruno Longhi ha celebrato l'estro di Evaristo Beccalossi nel giorno della sua scomparsa. Così il giornalista ha raccontato l'ex giocatore nerazzurro: «Il Becca, un campione. Uno di quei geni appartenenti ad una razza in via di estinzione. Tutto estro e sinistro anche se lui era nato destro. La prima volta che lo vidi fece due gol al Vicenza, uno di destro e uno di sinistro e Mazzola mi confidò che non aveva capito quale fosse il suo piede, se fosse destro o mancino». 

«Lo conobbi personalmente nel giorno della sua firma con l'Inter, jeans e maglietta bianca. Da lì è cominciata un'amicizia che ha coinvolto e coinvolge anche le nostre famiglie. Nell'anno dello Scudetto fece due gol ad Albertosi nel derby e quella partita portò Beppe Viola a coniare il celebre "Sono Evaristo, scusate se insisto". La Milano interista era ai suoi piedi. Beltrami, allora ds, quando si parlò della sua cessione disse: "Il Becca è come il Duomo, da Milano non lo sposti". Poi la delusione della mancata partecipazione al Mondiale del 1982 per un'intervista che non era piaciuta. E l'altra grande delusione dopo aver segnato al Napoli un gol da antologia il neo presidente Pellegrini si dichiarò Beccalossiano convinto ma dopo qualche giorno lo cedette alla Sampdoria. Poi il Monza, ancora il Brescia e la stella che si stava spegnendo», ha raccontato ancora il giornalista.

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«Era una persona intelligente. Era dotato di umorismo, troppo disponibile. Tanto che dopo aver intrapreso un'altra attività commerciale, io lo convinsi di far parte di una squadra commerciale con altri grandi ex come Canuti, pure lui ci ha lasciati sulla soglia dei 70 anni. C'era stupore da parte degli spettatori sui campetti di periferia nel vederlo giocare e anche con qualche kg di troppo sapeva incantare la platea alla sua solita maniera. Gli avevo dedicato 'la ballata del calciatore', una canzone che è ancora lì nel calcetto e che quando ricanterò penserò ancora al mio amico Becca, tutto estro e sinistro», ha concluso.

(Fonte: SM)