Quella sul futuro stadio di Milano e in particolare sulla "entità" di volumi da destinare a "sviluppo commerciale" e non sportivo "sull'area" doveva essere "una negoziazione creativa". La vedeva così Fabrizio Grena, uno degli indagati nell'inchiesta della Procura di Milano per aver pilotato la vendita del Meazza a Milan e Inter, nell'ottobre 2024.

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Stadio Milano, “con Comune negoziazione creativa”. In una mail con Katherine Ralph…
In un carteggio con Katherine Ralph, Managing Director di Oaktree's Global Opportunities group, il fondo proprietario dell'Inter, il 46enne della bergamasca le comunica l'esito "positivo" dell'incontro avuto con gli indagati Christian Malangone, dg del Comune di Milano, e Giancarlo Tancredi, ex assessore alla Rigenerazione urbana.
Grena parla nella sua qualità di advisor dei nerazzurri sul progetto stadio, con la società Emerald Pine Capital Italia srl, specializzata in investimenti e asset management nel settore immobiliare paneuropeo, ma è anche stato da giovanissimo e per quasi 20 anni banchiere e manager di colossi come Deutsche Bank, Merrill Lynch e soprattutto Goldman Sachs: la banca d'affari americana che dovrebbe guidare il pool di istituti internazionali e italiani pronti a finanziare l'affare San Siro con 1,2 miliardi di euro di prestito ai fondi proprietari dei club. Nel documento agli atti dell'inchiesta dei pm Filippini-Polizzi-Cavalleri-Ielo con il Nucleo pef della guardia di finanza di Milano, il consulente dell'Inter si preoccupa di comunicare quali "aree dello stadio sono sicuramente considerate SL", acronimo di superficie lorda.
E' l'unità di misura delle volumetrie e cubature dei progetti, in base alle quali è anche necessario commisurare gli oneri di urbanizzazione da pagare alla casse pubbliche e quali servizi realizzare per la popolazione, e nel real estate sono il principale indicatore dei possibili ricavi del futuro per mantenere in avanzo il business plan di un'operazione finanziaria.
Quelle che verranno computate ai fini dell'indice di edificabilità massimo "saranno probabilmente le aree che vogliamo siano aperte al pubblico durante il giorno non della partita e che vogliamo siano completamente gestite dai club" afferma Grena citando l'esempio dei "box per eventi aziendali".
L'ex banchiere poi aggiunge: "C'è flessibilità per negoziare accordi" fra Comune e privato attraverso lo strumento delle "Convenzioni" urbanistiche. "Significa che in cambio di determinate concessioni alla Città - prosegue - alcune aree non saranno contabilizzate come SL" e non saranno quindi conteggiate nei volumi né ai fini degli oneri di urbanizzazione e degli standard. "Questa - conclude - sarà una negoziazione creativa in cui vorremmo bilanciare".
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