Nella sua rubrica 'Facciamo calcio' sul Corriere della Sera, Lele Adani ha commentato la vittoria dello scudetto da parte dell'Inter. "Per vincere bisogna attaccare. Chiaro ed evidente. E anche nella nostra serie A lo scudetto se lo aggiudica, con merito, l’Inter perché ha sempre giocato per vincere. Con un atteggiamento votato a questo credo, anche quando poi ha perso, vedi la sconfitta con l’Udinese in casa, con la Juve a Torino, nei due derby, a Napoli. Puoi perdere, contro squadre che hanno valori tecnici importanti, e infatti ti sono appena dietro in classifica, ma giocando per vincere, sempre, consolidi una mentalità che ti accompagna anche nel resto del campionato".

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Adani: “Inter, Chivu ha capito subito una cosa. Per tornare protagonisti in Champions…”
"Il tecnico dell’Inter, lo abbiamo scritto qui sul Corriere, ha capito in fretta il termometro umano dello spogliatoio e ha agito, potenziando e rinnovando motivazioni e scelte tecnico-strategiche. Per produrre questo tipo di calcio devi avere difensori che nella modernità del gioco ci sanno vivere. Nell’Inter l’addizione di Akanji è stata fondamentale. Lo svizzero non ha paura di giocare la palla né di accettare l’uno contro uno senza copertura perché viene da un calcio di livello top dove queste sono richieste standard. Giocando, senza problemi, da perno o terzo di difesa in un sistema, il 3-5-2, che nessuno in Italia interpreta in maniera, appunto, così offensiva come l’Inter".
"L’Inter ha provato e proverà a inserire in rosa esterni creativi ma sempre nell’ottica di rafforzare lo spirito offensivo. La squadra di Chivu non solo fa tanti gol (siamo a 82, 25-30 in più delle rivali) ma crea tanto e continuamente anche se ha dovuto rinunciare per diverse gare alla miglior coppia della A, Lautaro-Thuram, che nei loro alternanti momenti top hanno comunque inciso parecchio. È l’idea di vivere un calcio da protagonista, come dice il suo allenatore, che ha portato l’Inter al sostanziale dominio del campionato, ed è la base da cui ripartire per tornare protagonisti in Champions, la vera pagina nera dei nerazzurri in questa stagione. Lì, in Europa, chi «gestisce» saluta, e vale ancora di più la frase-monito di Pep Guardiola: «Non c’è niente di più pericoloso di non rischiare».
(Corriere della Sera)
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