Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex centravanti iraniano Ali Daei ha parlato di Taremi, delle sue qualità e dell'apporto che potrà dare all'Inter

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex centravanti iraniano Ali Daei ha parlato di Taremi, delle sue qualità e dell'apporto che potrà dare all'Inter:

«Taremi è un vero bomber, può segnare almeno 15 gol. È il miglior centravanti di tutta l’Asia. La qualità migliore è l’intelligenza calcistica. Osservatelo bene: magari tocca pochi palloni, ma segna, si muove bene, vince ogni duello».

Insomma, i nerazzurri hanno piazzato il colpo?

«Assolutamente. A parametro zero è un affare incredibile, considerando ciò che ha fatto al Porto negli ultimi 4 anni. Più di novanta gol, reti decisive in Champions, diversi trofei. Approvato».

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Meglio accanto a Lautaro Martinez o a Thuram?

«Entrambi. Taremi sa adattarsi in ogni situazione. Da prima o da seconda punta, accanto a un 10 o a un 9 puro. Lui e Lautaro, almeno sulla carta, sono una coppia da più di 40 gol in due...».

In cosa si distingue dagli altri?

«L’intelligenza calcistica. Taremi si muove molto, per questo sorprende i difensori. In più, è anche fisico. Non perde un duello e non è facile sradicargli il pallone dai piedi. A questo unisce una grande qualità tecnica in fase di rifinitura che magari non ti aspetti».

Taremi
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Il gol più bello che gli ha visto realizzare?

«Contro il Chelsea nel 2021, a Stamford Bridge, in Champions. Rovesciata all’ultimo minuto. Ha dimostrato di saper segnare anche così, in acrobazia. Sa posizionarsi, eludere la marcatura, mettere il corpo. È un attaccante molto sottovalutato. Se non sei bravo non segni 50 gol in nazionale...».

Inzaghi è l’allenatore giusto per lui?

«Per quel che ho potuto vedere, sì. Saprà già tutto di lui, quindi non credo gli servano i miei consigli. Dico solo che in questo momento, Inzaghi è l’allenatore che può valorizzarlo. Oltretutto, il modulo lo favorisce. Mehdi rende meglio accanto a un’altra punta: può dialogarci, sfornare assist e sfruttare le fasce. Sui cross sa sempre dove farsi trovare».

A quanti gol può arrivare?

«Dipende da contesto e titolarità, ma io direi anche 15. Anzi, pure di più. La A è molto più difficile rispetto al campionato portoghese, ma quando sai segnare lo sai fare sempre, in ogni categoria...».

Come è fuori dal campo?

«Umile, rispettoso, con valori. Non ha mai dimenticato da dov’è partito, le sue origini e la città che l’ha visto nascere, Bushehr. Ha grande personalità. Fin qui non ho ancora avuto di parlarci, ma sono sicuro che farà bene. E soprattutto che farà gol. I tifosi dell’Inter possono stare tranquilli».

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