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Amadeus: “Inter più forte del Milan, Conte mi piace. Ibra? Non è razzista, Lukaku…”

Matteo Pifferi

Il presentatore di Sanremo ha parlato a La Gazzetta dello Sport in vista del derby e del Festival con Ibrahimovic protagonista

Lunga intervista concessa da Amadeus a La Gazzetta dello Sport: il conduttore TV ha parlato di derby, Festival di Sanremo e non solo:

«La mia ansia è più forte per il derby che per il Festival di Sanremo, davvero! Il Festival lo conosco, il derby è sempre un’incognita. È davvero una gioia vedere le milanesi al vertice della classifica, mi aspetto una partita bella e combattuta, peccato la mancanza del pubblico, è un dispiacere grande, come per il Festival. Una tristezza per tutti».

È l’unico tifoso nerazzurro che può permettersi di inviare messaggi Whatsapp a Ibrahimovic in questi giorni...

«No, no, è pericoloso! È un campione pazzesco, ci ha segnato 8 gol, guai a stuzzicarlo prima di una gara del genere, rischio di accenderlo... gli sfottò ce li faremo dopo. È il giocatore che temo di più, spero di batterlo, ma comunque vada sarò felice di accoglierlo a Sanremo. Io lo sport lo intendo così, in modo british, mi piace giocare, alleggerire e anche essere preso in giro».

Se presta il fianco, Zlatan ci andrà a nozze...

«Già, mi tocca stare attento. Abbiamo posato per le foto di rito, io sono alto 1,84, di solito guardo gli altri dall’alto, ma lui mi ha fatto sentire piccoletto. Se andiamo testa contro testa – ride – arrivo al braccio».

Che idea si è fatto dello scontro con Lukaku?

«Ibra non è razzista. Solo chi non ha giocato a calcio non può capire l’adrenalina che scorre in certi momenti... sono due campioni fantastici».

Ci racconta un retroscena con Ibrahimovic?

«Abbiamo pranzato insieme, mi hanno colpito la gentilezza, l’educazione, il carattere di chi ha fatto una lunga gavetta. Tre aggettivi? Carismatico, determinato, professionale. Gli auguro il meglio, ma l’importante è vincere domenica!».

L’anno scorso era a tavola con Cristiano Ronaldo, dicono che sia sempre a dieta, con il rossonero com’è andata?

«Tutti i campioni stanno molto attenti all’alimentazione, io mi trovo benissimo con loro perché mi piacciono i petti di pollo. La prossima volta, però, vorrei anche andare al ristorante con Lukaku».

Un pronostico?

«Noi siamo più forti e con un punto in più, ma il Milan può dare sempre la zampata. È da tripla. Da tifoso dico che potrebbero segnare Ibra e Lukaku, poi spero in Barella ed Eriksen. Mi piace Conte, condivido la formazione schierata contro la Lazio con Perisic alla Eto’o ed Eriksen in aiuto a Brozovic. Il danese mi è sempre piaciuto. Non eravamo primi in classifica nel girone di ritorno dai tempi del Triplete di Mourinho, sono speranzoso» (e suo figlio si chiama José in onore di Mou, ndr).

Un duello che la intriga?

«Tra Theo Hernandez e Hakimi: come ha fatto il Real a farseli sfuggire?».

Può essere una sfida determinante per lo scudetto?

«Sì. Chi vince può trarne decisivi vantaggi psicologici».

Che cosa è disposto a fare pur di vincere?

«Potrei regalare la maglia di Ibra a mio fratello rossonero, vediamo».

Dove vedrà la partita?

«In hotel, a Sanremo, non so se Fiorello riuscirà a raggiungermi per seguirla insieme».

A proposito, due interisti veri sul palcoscenico con Ibrahimovic: lo metterete in mezzo, ma state attenti...

«Può succedere di tutto. Certo, ci saranno diverse gag, ma non posso anticipare nulla. Di sicuro vedrete un campione diverso da quello che segna ed esulta, un Ibra che non conoscete. Noi siamo felici di accoglierlo, non vedo l’ora che scenda le scale indossando lo smoking con la sua bella fisicità».

Ha sentito Capello? Ha detto che ai suoi tempi non avrebbe mandato Ibra al Festival.

«I tempi sono cambiati. Zlatan è un grande professionista, è i fuoriclasse come lui sanno gestirsi da soli. Ibra sa come organizzarsi, si allenerà in Riviera per tutta la settimana, meticolosamente come sempre, i tifosi stiano tranquilli. Se è sempre il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andarsene vuol dire che ha un’autodisciplina esemplare».

Non farà il pendolare?

«No, andrà a Milano mercoledì per la partita contro l’Udinese poi tornerà a Sanremo e rimarrà con noi».

Il derby che non dimentica?

«Quello dell’anno scorso, dopo la settimana perfetta del Festival. Primo tempo 2-0 per il Milan con gol di Rebic e Ibra. All’intervallo, depresso, vado nel box a bere un caffè e l’Inter comincia segnare: per scaramanzia sono rimasto lì, in piedi, per tutta la partita, abbiamo vinto 4-2».