Fabrizio Biasin ha parlato dei temi caldi riguardanti il calcio italiano nel consueto appuntamento con l’editoriale su TMW.

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Biasin: “Conte ‘obiettivo Champions’ e Chivu ‘deve vincere’? Qualcosa non torna!”
Si parte con l’eliminazione dell’Italia per la terza volta di fila al Mondiale:
“L’Italia è uscita dal mondiale. Da diverse ore parliamo dei bambini. I poveri bambini privati del Mondiale. E “il dossier di Baggio”. E “Maldini il salvatore”. E “il modello belga”. E “bisogna azzerare tutto”. E “ripartiamo dai vivai”. E “Non si gioca più a calcio per strada”. E “ci sono troppi stranieri in serie A”. E “gli allenatori delle giovanili pensano solo alla tattica”. E “bisogna rimettere i bambini a palleggiare contro il muro”. Ed è tutto vero, ma per superare la Bosnia bastava che i nostri giocassero tutti quanti, non dico da 6, ma anche solo da 5 in pagella. Hanno giocato da 0. E tanti saluti al Mondiale. Le riforme sono indispensabili, ma in America ci potevamo andare ugualmente”.
Spazio anche a una riflessione sul Milan e una sul Napoli:
“Il Milan perde a Napoli e riparte la rumba su Allegri che “non va bene” e “gioca malissimo” e “Allegri out”. Le solite cose, tutte francamente stucchevoli. Il Milan lavorerà per giocare meglio come è doveroso che sia, ma le sue prospettive di miglioramento passano più da mercati assennati che dalle scelte del tecnico. Una squadra che nell’ultimo anno in attacco ha investito milioni e milioni e milioni su Gimenez, Fullkrug, Nkunku e da questi ha ottenuto praticamente zero, è una squadra che forse poteva giocare meglio ma, di sicuro, ha portato a casa il massimo dei punti”.
“Antonio Conte dopo Napoli-Milan ha detto così: “…Abbiamo fatto un passo verso la Champions. Se è l’obiettivo di Milan e Juventus, non vedo perché non dovrebbe essere quello del Napoli”. E dal suo punto di vista dice una cosa legittima: un po’ forzata, ma legittima. Dopodiché è realmente curioso che l’obiettivo dichiarato da tecnici di squadre “enormi” e con centinaia di panchine sul groppone sia “entrare in Champions”, mentre quello dell’allenatore che ha iniziato la stagione con 13 panchine da professionista sulle spalle (Chivu) e supportato da mercati decisamente meno dispendiosi di quelli riservati ai suoi colleghi sia “vincere”. Qualcosa, francamente, non torna”.
Infine un commento sul possibile ritorno di Conte in Nazionale:
“Conte si è in qualche modo proposto per il ruolo di Ct. Siffatta soluzione potrebbe far comodo a molti. A Conte stesso, forse in cerca di un lavoro mentalmente meno impegnativo. A De Laurentiis, che risparmierebbe un ingaggio di circa 8 milioni netti (circa 15 lordi) e che potrebbe ripartire da un tecnico già seguito in passato (Vincenzo Italiano). E pure alla Federazione che, a prescindere dal prossimo presidente, ha bisogno di un allenatore capace di far rendere al meglio il materiale a disposizione nel presente, perché sì “faremo le riforme”, ma conoscendo i nostri polli, per renderle “cosa concreta” rischiamo di dover attendere il primo viaggio su Marte”.
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