Biraghi: “Conte martello, Lukaku tra i top 5 al mondo. Se dovessi segnare all’Inter, io…”

L’ex di turno ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport

di Matteo Pifferi, @Pifferii

Lunga intervista concessa da Cristiano Biraghi al Corriere dello Sport. Il terzino della Fiorentina sfiderà l’Inter, sua ex squadra, nella prima giornata del nuovo campionato:

«Sono pronto a dare il massimo per la maglia viola, mi piacerebbe segnare, ma contro l’Inter non esulterei. Tutti sanno cosa ha rappresentato per me questa squadra: non sarebbe una mancanza di rispetto verso la Fiorentina. Credo semplicemente che nessuno dovrebbe mai rinnegare i propri valori. La mia ambizione più grande è quella di vincere: perché no, con la Fiorentina».

Cristiano Biraghi, dopo la gara col Torino sui social ha scritto: «Esattamente la partita che speravo. Quella di cui avevo bisogno per ricominciare». Tutto per far ricredere gli scettici?

«No. Sono molto legato a questo club che ha inciso molto e positivamente nella mia carriera. Volevo fare bene alla prima e così è stato. Peccato solo per il fuorigioco sul gol: sarebbe stata la ciliegina sulla torta».

Sabato torna a San Siro: la gara con l’Inter arriva troppo presto?

«Ci aspetta una sfida complicata. Avremo di fronte un avversario molto solido che sta proseguendo un percorso di crescita importante, con un grande allenatore. Sono completi in ogni reparto e si conoscono praticamente a memoria».

Quale la caratteristica di Conte che più l’ha colpita?

«Il tecnico dell’Inter è un martello, non ti lascia un attimo di respiro, pensa sempre a come trasmettere i propri principi di gioco. In una stagione con lui al timone di comando, l’Inter è arrivata al secondo posto in classifica ad un punto dalla Juventus e si è qualificata ad una finale europea: evidentemente il suo lavoro è stato tanto e buono».

E quella di Iachini?

«Anche se i loro princìpi di gioco sono diversi, credo che Iachini per certi versi sia molto simile a Conte. E’ un lavoratore infaticabile, cura ogni dettaglio delle due fasi di gioco, difensiva e offensiva, e noi calciatori sappiamo sempre cosa fare, in ogni momento della gara».

Lukaku è l’attaccante più forte con cui lei abbia mai giocato?

«Credo proprio di sì. E’ una forza della natura. Ha tutto: fisico, tecnica, velocità. Credo che sia tra i cinque attaccanti più forti al mondo».

E Ribery che giocatore è?

«Un fenomeno. Con i suoi comportamenti è un esempio, sia fuori che dentro al campo. Sa sempre dove farsi trovare e come cercare il compagno, trovando sistematicamente la soluzione per mettere in difficoltà l’avversario. Inevitabilmente, facilita il compito a tutti noi».

Castrovilli è il nuovo 10 di Firenze: significa che i giovani stanno riacquistando spazio?

«Significa che quando un giovane ha talento e lavora sodo i meriti vengono riconosciuti. Soprattutto a Firenze. Gaetano è un ragazzo con doti importanti ed è giusto che vesta quel numero. E poi sono convinto che non si monterà la testa».

Sorpreso dalla crescita e dalla versatilità di Chiesa?

«No. Federico è un calciatore forte e rappresenta anche il futuro dell’Italia. La passata stagione non abbiamo giocato insieme, ma l’ho comunque visto in Nazionale. Ha forza, tecnica e velocità e sabato scorso, contro il Torino, lo ha dimostrato una volta di più».

In cosa l’hanno sorpresa Bonaventura e Borja Valero?

«Conosco benissimo Borja, so quanto può dare al gruppo e, soprattutto, quanto tiene a questa maglia: sarà una risorsa preziosissima. Jack si è calato subito nella realtà di Firenze, ha peculiarità che ci torneranno utili. Entrambi portano allo spogliatoio una dose importante di esperienza e questo particolare, in una squadra giovane come la nostra, potrà aiutare tutti».

Lei fa la differenza in campo, il suo agente lavora per il rinnovo. Biraghi è pronto a farsi faro dei viola per il presente e per il futuro?

«Mi piacerebbe molto. Sono molto legato a Firenze e alla Fiorentina. La città è meravigliosa, i tifosi sono straordinari e c’è tutto per fare bene».

Come ha ritrovato il presidente Commisso?

«Il presidente è un numero uno assoluto. Tiene tantissimo alla Fiorentina, ci sta vicino in ogni modo, sa come caricarci e cosa dirci. Vive le partite in maniera passionale e il nostro obiettivo è….quello di farlo soffrire il meno possibile. Sono felice che adesso sia con noi: la sua vicinanza è un valore aggiunto».

Qual è la sua ambizione più grande?

«Vincere. Perché no, con la Fiorentina. E continuare a vestire la maglia della Nazionale italiana. Disputare gli Europei sarebbe un sogno».

E quella della Fiorentina?

«Abbiamo tutto quello che serve fare bene, non ci dovremo accontentare. E poi, mi auguro poi che i tifosi possano tornare presto sugli spalti».

Più facile vincere in viola o conquistare il pass azzurro per i prossimi europei?

«L’unica cosa che so è che conosco la ricetta per ottenere entrambe le cose, il lavoro».

La Juventus è candidata al decimo titolo anche con Pirlo in panchina?

«La Juventus è una squadra molto forte, ma l’Inter non è poi così indietro. Ha dato continuità al progetto tecnico ed ha inserito innesti di qualità ed esperienza nel gruppo. Mi aspetto un campionato molto equilibrato».

Quale sarà la squadra rivelazione della stagione?

«Spero possa essere la Fiorentina».

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