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Capello: “Bosnia-Italia test per il calcio italiano. Cosa sarà determinante. Quando ero al Real…”

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Dalle colonne della Gazzetta dello Sport, Fabio Capello ha parlato della finale playoff tra Bosnia-Italia
Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 

Questa sera l'Italia affronterà la Bosnia nella finale playoff che vale il Mondiale negli USA. Dalle colonne della Gazzetta dello Sport, Fabio Capello parla della gara. "Bosnia-Italia è qualcosa di grande: un test per tutto il calcio italiano. L’aspetto più importante di questa partita sarà quello psicologico. Non portare confusione nella testa dei giocatori ma liberarli sarà determinante e, anzi, io gli direi: giocate come in allenamento. Mi è successo qualcosa di simile quando ero al Real Madrid. Era l’ultima partita di campionato, giocavamo contro il Maiorca. Ci serviva una vittoria per essere campioni di Spagna. Nel primo tempo perdevamo 1-0, i miei giocavano con una paura tale che non sembravano neanche i giocatori internazionali e abituati alle partite importanti che conoscevo e conoscevano tutti. All’intervallo dissi loro: «Giocate come in allenamento». Nient’altro".

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"Perché avevo visto una pressione incredibile, un timore e una mancanza di fiducia che non ci avrebbe portato da nessuna parte. Ecco, bisognerebbe arrivare alla partita di questa sera con questa stessa libertà di pensiero. Poi, certo, Gattuso e la squadra dovranno essere preparati sotto tutti gli aspetti tattici per scendere in campo conoscendo perfettamente i loro punti di forza e le loro debolezze e allo stesso tempo sapendo cosa noi possiamo dare".

"Bisognerà fare delle scelte e qui entriamo nel campo delle responsabilità dell’allenatore. Vedrà e saprà tutto dei suoi. Vedrà la paura e la tensione se ci sono, vedrà la tranquillità dove questa supera l’inquietudine. Ed è su questo che il commissario tecnico lavorerà e si baserà per decidere chi mandare in campo. A questi bisognerà anche dire di non aver paura di rischiare. È fondamentale. E parlo di rischiare i passaggi, le giocate. Servirà tirare fuori tutto il bello che c’è in loro, calcisticamente parlando".

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"Solo un vero gruppo può realizzare i sogni più grandi: Gattuso, con il supporto del suo staff, è chiamato a creare un’unione di intenti autentica. Parliamoci chiaro: sulla carta siamo più forti. Se giochiamo liberi di testa e liberi di poter rischiare ed esprimerci ai massimi livelli riusciremo a fare la partita. Anche su un campo che rappresenterà un’ulteriore difficoltà e rischierà di essere un fattore. La squadra che sulla carta dovrebbe attaccare avrebbe bisogno di un terreno più giocabile. Per chi deve difendersi e vuole aspettare, al contrario, potrà essere quasi un vantaggio".

"Su un campo non bello non puoi permetterti sempre la giocata. Tuttavia si capirà subito se riusciremo a prendere le misure anche per controllare quest’altra difficoltà. L’approccio alla gara dirà tanto. Mi immagino il primo quarto d’ora o venti minuti di studio da parte di entrambe le squadre. Mi immagino un’Italia che terrà molto alta la soglia dell’attenzione ma poi prevarrà la voglia di andare avanti. Quando parlo di attenzione, parlo di un atteggiamento che ci permetta di fare tutto bene e di portare a casa il risultato. E poi mi aspetto che ci sia tanto coraggio. Quello che serve per superare un esame di questa portata. Il calcio italiano dipende da questa partita".

(Gazzetta dello Sport)