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Getty Images
Alla sua prima stagione sulla panchina dell'Inter, Cristian Chivu potrebbe vincere lo scudetto. Un traguardo impensabile fino a pochi mesi fa quando il tecnico fu chiamato a ricomporre uno spogliatoio a pezzi. Psicologo prima che allenatore, è stato questo il compito principale di Chivu che è riuscito a ricompattare ambiente e squadra.
"La vittoria sul Como è soprattutto merito di Chivu, che ha saputo ridestare la sua squadra da un primo tempo shock, cambiando quattro giocatori entro i primi 11 minuti della ripresa e completando una rimonta di quelle che i tifosi ricordano", sottolinea Repubblica.
"Cristian il pratico ha preso il posto di Cristian il filosofo. A inizio stagione, quando doveva rialzare i suoi giocatori dal crollo nella finale di Champions contro il Psg, nelle dichiarazioni volava altissimo. Alle sue massime anteponeva una premessa spallettiana: “Nel calcio, come nella vita…”. E in qualche modo quell’approccio esistenziale deve avere funzionato, se l’Inter oggi è lì a fare i conti dei punti che mancano allo scudetto. Ma nel corso della stagione il tecnico interista ha accantonato il manuale di filosofia morale e ha preso in mano la clava, adeguando il proprio armamento a quello dei contendenti. L’iniziale promessa “non parlerò di arbitri” se l’è rimangiata dopo il pasticcio Bastoni-Kalulu. Non solo ha difeso Bastoni e sgridato Kalulu per non saper (a suo dire) tenere le mani a posto, ma ne ha approfittato per polemizzare su arbitraggi antichi, dalla trasferta di Napoli in giù".
"Il Chivu di giugno 2025 e quello di aprile 2026 si somigliano poco, ma entrambi hanno contribuito a portare l’Inter dov’è. Dalla prima stagione da allenatore in Serie A – i mesi a Parma sono stati un utile stage – Chivu esce molto più simile a com’era da giocatore, sicuramente più riconoscibile. Quello con l’elmetto. Quello che fa incazzare gli attaccanti avversari. È probabile che Marotta, dopo la vittoria a Como, abbia pensato che tutto sommato, se Fabregas ha scelto di non venire all’Inter la scorsa estate, non è poi un dramma. Anzi. Ma è lecito aspettarsi che lo stesso Marotta, presidente dell’Inter per conto di un fondo di investimento, nella prossima stagione da Chivu pretenda di più, soprattutto nel percorso in Champions League, che porta soldi".
"Ed è per questo che le vecchie volpi della panchina indicano la qualificazione al torneo come obiettivo: nascondere le ambizioni, certo: non c’è niente di più italiano; ma al tempo stesso, e soprattutto, rassicurare le proprietà. Meglio capirlo subito, al di là delle battute. E se una volta “centrato l’obiettivo Champions” eviti di uscire col Bodo Glimt, tanto meglio. Ma per questo, c’è tempo. Una cosa alla volta".
(Repubblica)
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