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Closing Milan, operazione stile Roma: prestito dal fondo Elliott. E se Li fallisse…

Marco Macca

Il Corriere della Sera ha fatto il punto sulla situazione rossonera

Alla fine, Yonghong Li, rimasto unico acquirente del Milan, avrebbe trovato i soldi necessari per ultimare il closing e diventare il nuovo padrone rossonero. Nel dettaglio, il Corriere della Sera spiega come si è sbrogliata la complicata matassa: "Trecentotre milioni per salvare l’operazione Milan. Che è stata a un passo dal saltare, dopo che persino Yonghong Li, il broker lasciato solo dagli altri investitori e finanziatori cinesi, aveva quasi perso le speranze di trovare i soldi necessari. Li ha trovati, dopo una settimana di trattative febbrili, con una firma arrivata alle 9.45 di sabato mattina tra Londra, Milano e Hong Kong. Soldi per chiudere, ma — cosa ben più importante per i tifosi — anche per gestire la società, mercato compreso, almeno per la stagione 2017/2018, che è già finanziata. Andiamo con ordine, perché tanti sono stati i dubbi di questa infinita trattativa e, finalmente, qualcosa si sta chiarendo. Se — come ormai sembra — la vendita si concluderà il 14 aprile (il 13 è stato scartato anche per ragioni scaramantiche: non è una battuta) davanti al notaio Giacomo Ridella è perché il fondo americano Elliott (con sede a Londra) all’ultimo è stato convinto a finanziare l’affare, grazie alla mediazione di Marco Fassone (ad in pectore) e dell’avvocato Riccardo Agostinelli (studio Gattai, Minoli, Agostinelli). Non gratis, certo: i tassi di interesse sono alti, dal momento che si parla di un prestito ottenuto in tempi rapidissimi che, a garanzia, ha le azioni del Milan (quindi, nel caso Li non riuscisse a onorare i debiti, Elliott diverrebbe azionista del Milan, un po’ come Unicredit lo è stato della Roma)".

(Fonte: Corriere della Sera)