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Como-Inter, il giorno della verità: il piano di Chivu e le differenze rispetto a 40 giorni fa

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
40 giorni dopo l'andata della semifinale di Coppa Italia, Como e Inter tornano ad affrontarsi questa volta in campionato

40 giorni fa Como e Inter si sono affrontate nell'andata della semifinale di Coppa Italia. Ne uscì fuori uno 0-0 scialbo, ma prevedibile visto il momento in cui le due squadre si affrontarono. Questa volta però, lo 0-0 potrebbe non bastare né a Fabregas né a Chivu.

"Cesc e Cristian, amici fuori dal campo, non sono abituati a speculare o a tergiversare. E proveranno sicuramente a battersi per rafforzare le proprie credenziali. Il nuovo infortunio di Lautaro crea un grande problema alla capolista, che nelle sei giornate senza il capitano ha segnato meno della metà dei gol rispetto al resto del campionato (media reti 1,2 contro 2,5). Perciò a Chivu conviene tenere il punteggio basso, tanto più contro la migliore difesa della Serie A (22 reti concesse) e contro una squadra che non perde dal 14 febbraio, proprio allo stadio Sinigaglia contro la Fiorentina", sottolinea la Gazzetta dello Sport.

"Ma il Como ha studiato e imparato, con l’umiltà di chi si sta innamorando della grandezza. Nonostante la brutta esibizione della scorsa settimana a Udine, Fabregas guida una squadra in salute che cercherà di stordire l’Inter con il palleggio e i movimenti continui dei tanti centrocampisti". 

"L’Inter invece cambierà radicalmente l’atteggiamento rispetto al test di marzo, quando per la prima e unica volta in stagione ha giocato con due trequartisti e una punta a causa della penuria di attaccanti di ruolo. In questo caso Pio Esposito potrà affiancare il redivivo Thuram per comporre un sodalizio sufficientemente minaccioso per il Como. Ma Chivu conta anche di sporcare la costruzione dal basso di Fabregas con il pressing, senza per questo trascurare i lanci del portiere Butez che ha la capacità di pescare spesso corridoi attrattivi. Ok aggredire, ma occorre anche evitare di essere sorpresi con la palla lunga che innesca i velocisti di Fabregas".

(Gazzetta dello Sport)