- Squadra
- Calciomercato
- Coppa Italia
- Video
- Social
- Redazione
ultimora
Getty Images
Il giorno dopo Como-Inter, andata della semifinale di Coppa Italia, dalle colonne del Corriere dello Sport Alberto Polverosi ha analizzato la gara del Sinigaglia. "L’Inter ha segnato 64 gol in campionato, quasi due gol e mezzo a partita. Ieri sera, a Como, ha tirato verso la porta di Butez una sola volta. Una. L’Inter ha giocato (anzi, è stata in campo) puntando solo sul ritorno di San Siro e lo spettacolo offerto sul lago è stato deprimente. Si scontravano la squadra più forte e la squadra più bella della Serie A, potevamo aspettarci qualcosa di più dal Como, ma di sicuro tanto, tanto di più dall’Inter".
"Che Chivu aveva completamente ribaltato rispetto all’ultima col Genoa, solo Carlos Augusto confermato, dieci giocatori nuovi, alcuni non troppo connessi alla squadra. La strategia della capolista era evidente, mai concedere profondità al Como, proprio come si era comportata nel 4-0 in campionato, quando però era stata convinta e convincente anche da metà campo in su. L’Inter non si è mai ritrovata. Chiudere gli spazi va bene, ma non avere mai un’idea per ripartire e per trovare Esposito prima e Thuram dopo, questo non va tanto bene".
"Almeno quando gioca nei confini nazionali, l’Inter ci ha abituato a partite diverse da questa, ieri ha rinunciato completamente all’aggressività, al pressing alto, al ritmo e all’intensità. E’ stata piatta, monotona nel suo atteggiamento, ma alla fine Chivu ha raggiunto quello che voleva, non prendere gol e giocarsi nel suo stadio la qualificazione alla finale di Coppa Italia. E che fosse proprio quello l’obiettivo è stato certificato dagli ultimi minuti: ha preso palla e l’ha tenuta nella propria metà campo fino alla fine senza pensare mai di salire".
(Corriere dello Sport)
© RIPRODUZIONE RISERVATA