Dalle colonne del Corriere della Sera, Paolo Condò è tornato sulla scelta di Cesc Fabregas di rifiutare la panchina dell'Inter

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Dalle colonne del Corriere della Sera, Paolo Condò è tornato sulla scelta di Cesc Fabregas di rifiutare la panchina dell'Inter. Dopo l'addio di Simone Inzaghi, il club nerazzurro, nella persona di Piero Ausilio, era volato a Londra per parlare col tecnico che alla fine decise di rimanere al Como.

"Nel giugno dell’anno scorso, in quei giorni velenosi segnati dalla debacle nella finale di Champions e dall’addio di Simone Inzaghi, la struttura dirigenziale dell’Inter andò subito su Cristian Chivu come nuovo allenatore. Marotta e Ausilio lo conoscevano bene, ciò che aveva fatto con la Primavera era stato apprezzato, la scelta era stata rapida. Però il management può andare con un nome secco da un singolo proprietario, non da un fondo: quello di regola pretende una rosa di candidati, e a volte ne suggerisce uno. Oaktree propose di sentire Fabregas e Ausilio partì allora per Londra. La sua conoscenza di Cesc veniva da lontano, e proprio per questo sapeva che le chance di convincerlo erano minime: infatti il loro colloquio, per quanto molto amichevole, volse subito al negativo".

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Fabregas
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"Non è soltanto che il tecnico catalano aveva sposato il progetto comasco, come pomposamente si dice. Fabregas ha un piano preciso in mente per la propria carriera, e in questa fase per svilupparlo non c’è situazione paragonabile al Como, dove ha i mezzi per prendere il meglio e il tempo per lavorarlo come dice lui. Per Ausilio non fu una sorpresa. Pierluigi Casiraghi (omonimo), grande talent scout che tanto portò all’Inter in quegli anni, se ne invaghì al Mondiale Under 17 in Finlandia, e sul suo input Ausilio — all’epoca responsabile delle giovanili nerazzurre assieme a Beppe Baresi — provò a parlare con Darren Dein, agente di Cesc allora come oggi".

Cesc Fabregas
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"Ma essendo Darren il figlio di David, uomo forte dell’Arsenal e della Football Association, la corsa era segnata in partenza. Che quella tra Fabregas e l’Inter sia una sorta di attrazione fatale, però, è dimostrato da un altro particolare: una volta firmato per l’Arsenal, la sera stessa Cesc viene portato per la prima volta in tribuna ad Highbury per fargli assaggiare l’ambiente. È il 17 settembre, primo turno di Champions, e lo storico e meraviglioso stadio di mattoni rossi, ormai prossimo alla liquidazione, viene gelato dall’Inter: 0-3 con gol di Cruz, Van der Meyde e Martins. È un crac che accelera l’inserimento di Cesc in prima squadra, visto che debutta soltanto un mese dopo. L’avevano preso per l’academy".

(Corriere della Sera)

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