fcinter1908 ultimora D’Alessandro (AGI): “Designazioni pro-Inter? Non si sa se di altre squadre. Non è come Calciopoli perché…”

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D’Alessandro (AGI): “Designazioni pro-Inter? Non si sa se di altre squadre. Non è come Calciopoli perché…”

Eva A. Provenzano
Eva A. Provenzano Caporedattore 
La giornalista che per prima ha dato la notizia dell'indagine su Rocchi ha parlato a DAZN e ha fatto il punto sull'indagine della Procura di Milano

Manuela D'Alessandro, la giornalista dell'AGI che per prima oggi ha dato la notizia dell'indagine aperta nei confronti di Rocchi da parte del Tribunale di Milano, è intervenuta su DAZN.

-L'occhio oggi su cos'è?

Un'indagine molto complessa, che tocca tutte le componenti del calcio e molte cose devono emergere. Una cosa che dura da un anno tanto che gli interrogatori non sono stati fatti in Procura a Milano ma nelle caserme della Guardia di Finanza. Oggi gli avvisi di garanzia, c'è una maturazione dell'inchiesta e ci sono più fronti. Due sono quelli delle presunte designazioni a favore dell'Inter, non si sa se di altre squadre e l'altra è sulle bussate a Lissone in Sala VAR. Maurizio Ascione parla di reati fatti in concorso e bisogna capire se sono solo addetti al VAR o nel caso delle presunte designazioni a favore dell'Inter bisogna capire se ci sono dirigenti delle squadre. Sono ipotesi e non abbiamo certezze in merito in questo momento. Quindi bisogna capire questo concorso con chi è e a che pro siano avvenute le bussate in Sala Var. Se sono avvenute favorendo solo determinate squadre o prassi consolidate per evitare errori, anche se in modo maldestro.

-Molto deve ancora emergere: qual è la portata dell'indagine? 

Non è lontanissima dalla fine. Qua siamo già nella fase degli avvisi di garanzia quindi si chiama chi è indagato a potersi difendere. Non manca tantissimo, siamo vicini ad una chiusura dell'indagine e potrebbe emergere molto altro. Un occhio sarà dato anche alla giustizia sportiva. Per l'esposto di Domenica Rocca archiviato senza una motivazione. Non so se l'archiviazione sia stata motivata o non sia prevista una motivazione dalla giustizia sportiva che comunque ha archiviato in poco tempo, stranamente, accuse del genere. 

-Nella tua analisi, nella cronaca di quanto stai raccontando, tanto deve venire fuori. L'indagine potrebbe essere vicina alla fine, che tempistiche abbiamo? E secondo te è che poi l'occhio possa essere puntato a questo campionato? 

No, non credo. I riflettori sono puntati sulla stagione corsa e sulle tempistiche credo che per giugno-luglio si dovrebbe arrivare a conclusione dell'indagine, il deposito degli atti e verranno fuori attività della Procura quindi anche eventuali interrogatori, intercettazioni svolte dalla Procura e il pm Ascione in questo anno. 

-Dicevi del coinvolgimento delle società. Sarà tutto capire chi è coinvolto e se ci saranno club coinvolti? 

In questo momento non lo sappiamo. Possiamo andare a logica. Si parla di designazioni che sarebbero state decise dentro lo stadio di San Siro e bisogna capire chi ha partecipato a questa decisione oltre a Rocchi. 

-Qualcosa di più grande rispetto a questa inchiesta? 

Può evocare sicuramente Calciopoli. Una differenza è che in Calciolpoli era contestata l'Associazione a delinquere a fini di frode sportiva. Qua c'è il reato di frode sportiva in concorso. Una differenza che c'è perché quella era una cosa molto più strutturata e un concorso sembra più un fatto di episodi non così legati tra loro. Ma i reati possono essere cambiati e può anche essere chiesta un'archiviazione dopo che il Ministero ravveda dei fatti, però non tutti i fatti sono ipotesi di reato e magari sono solo illeciti sportivi e potrebbe in quel caso avere conseguenze grosse sul campionato oggetto dell'inchiesta. 

«Ci sono due parti ben distinte dell'indagine. La Guardia di Finanza ha acquisito le spese e rimborsi di chi andava a Lissone. È stato anche sentita un taxista a Lissone, c'è una costruzione dettagliata. Qual era la logica di queste bussate. Serviva per non compiere errori? Si deve sapere chi decide e chi può cambiare una decisione e non credo che fosse previsto che Rocchi andasse a bussare a Lissone. Il 30 aprile interrogatorio a Rocchi, altri step? Come prima cosa sarà interessante se decideranno di avvalersi di una volontà di non rispondere, se rispondere al pm o fare dichiarazioni spontanee. Credo che restino altre persone da sentire e poi il pm tirerà le somme. Ma per tirare le somme non è facile in una situazione molto complessa. Bisogna vedere se i fatti corrispondono a dei reati. Sicuramente ci si riferisce a giustizia sportiva, arbitri e società. Sono ipotesi che non possiamo predire con certezza», ha detto.

-Incontri a San Siro in che senso? 

Una cosa che mi ha colpito molto. Un'ingenuità se davvero è successo questo. Perché mettersi a parlare proprio a San Siro? Sembra un'ingenuità. Credo che ci siano state delle intercettazioni. Nel capo di imputazione si parla del Meazza durante la semifinale di Coppa Italia. Immagino in una pausa o a margine della partita. 

(Fonte: DAZN)