- Squadra
- Calciomercato
- Coppa Italia
- Video
- Social
- Redazione
ultimora
D’Alessandro (AGI): “Designazioni pro-Inter? Non si sa se di altre squadre. Non è come Calciopoli perché…”
Manuela D'Alessandro, la giornalista dell'AGI che per prima oggi ha dato la notizia dell'indagine aperta nei confronti di Rocchi da parte del Tribunale di Milano, è intervenuta su DAZN.
-L'occhio oggi su cos'è?
Un'indagine molto complessa, che tocca tutte le componenti del calcio e molte cose devono emergere. Una cosa che dura da un anno tanto che gli interrogatori non sono stati fatti in Procura a Milano ma nelle caserme della Guardia di Finanza. Oggi gli avvisi di garanzia, c'è una maturazione dell'inchiesta e ci sono più fronti. Due sono quelli delle presunte designazioni a favore dell'Inter, non si sa se di altre squadre e l'altra è sulle bussate a Lissone in Sala VAR. Maurizio Ascione parla di reati fatti in concorso e bisogna capire se sono solo addetti al VAR o nel caso delle presunte designazioni a favore dell'Inter bisogna capire se ci sono dirigenti delle squadre. Sono ipotesi e non abbiamo certezze in merito in questo momento. Quindi bisogna capire questo concorso con chi è e a che pro siano avvenute le bussate in Sala Var. Se sono avvenute favorendo solo determinate squadre o prassi consolidate per evitare errori, anche se in modo maldestro.
-Molto deve ancora emergere: qual è la portata dell'indagine?
Non è lontanissima dalla fine. Qua siamo già nella fase degli avvisi di garanzia quindi si chiama chi è indagato a potersi difendere. Non manca tantissimo, siamo vicini ad una chiusura dell'indagine e potrebbe emergere molto altro. Un occhio sarà dato anche alla giustizia sportiva. Per l'esposto di Domenica Rocca archiviato senza una motivazione. Non so se l'archiviazione sia stata motivata o non sia prevista una motivazione dalla giustizia sportiva che comunque ha archiviato in poco tempo, stranamente, accuse del genere.
-Nella tua analisi, nella cronaca di quanto stai raccontando, tanto deve venire fuori. L'indagine potrebbe essere vicina alla fine, che tempistiche abbiamo? E secondo te è che poi l'occhio possa essere puntato a questo campionato?
No, non credo. I riflettori sono puntati sulla stagione corsa e sulle tempistiche credo che per giugno-luglio si dovrebbe arrivare a conclusione dell'indagine, il deposito degli atti e verranno fuori attività della Procura quindi anche eventuali interrogatori, intercettazioni svolte dalla Procura e il pm Ascione in questo anno.
-Dicevi del coinvolgimento delle società. Sarà tutto capire chi è coinvolto e se ci saranno club coinvolti?
In questo momento non lo sappiamo. Possiamo andare a logica. Si parla di designazioni che sarebbero state decise dentro lo stadio di San Siro e bisogna capire chi ha partecipato a questa decisione oltre a Rocchi.
-Qualcosa di più grande rispetto a questa inchiesta?
Può evocare sicuramente Calciopoli. Una differenza è che in Calciolpoli era contestata l'Associazione a delinquere a fini di frode sportiva. Qua c'è il reato di frode sportiva in concorso. Una differenza che c'è perché quella era una cosa molto più strutturata e un concorso sembra più un fatto di episodi non così legati tra loro. Ma i reati possono essere cambiati e può anche essere chiesta un'archiviazione dopo che il Ministero ravveda dei fatti, però non tutti i fatti sono ipotesi di reato e magari sono solo illeciti sportivi e potrebbe in quel caso avere conseguenze grosse sul campionato oggetto dell'inchiesta.
«Ci sono due parti ben distinte dell'indagine. La Guardia di Finanza ha acquisito le spese e rimborsi di chi andava a Lissone. È stato anche sentita un taxista a Lissone, c'è una costruzione dettagliata. Qual era la logica di queste bussate. Serviva per non compiere errori? Si deve sapere chi decide e chi può cambiare una decisione e non credo che fosse previsto che Rocchi andasse a bussare a Lissone. Il 30 aprile interrogatorio a Rocchi, altri step? Come prima cosa sarà interessante se decideranno di avvalersi di una volontà di non rispondere, se rispondere al pm o fare dichiarazioni spontanee. Credo che restino altre persone da sentire e poi il pm tirerà le somme. Ma per tirare le somme non è facile in una situazione molto complessa. Bisogna vedere se i fatti corrispondono a dei reati. Sicuramente ci si riferisce a giustizia sportiva, arbitri e società. Sono ipotesi che non possiamo predire con certezza», ha detto.
-Incontri a San Siro in che senso?
Una cosa che mi ha colpito molto. Un'ingenuità se davvero è successo questo. Perché mettersi a parlare proprio a San Siro? Sembra un'ingenuità. Credo che ci siano state delle intercettazioni. Nel capo di imputazione si parla del Meazza durante la semifinale di Coppa Italia. Immagino in una pausa o a margine della partita.
(Fonte: DAZN)
© RIPRODUZIONE RISERVATA