L'attaccante ha timbrato subito contro il Monza e si prepara a vivere una stagione da protagonista
VIDEO FCIN1908 / Inter, buona la prima: poker al Monza. Messaggio chiaro della squadra di Chivu
Il premio di MVP di Inter-Monza è andato a Andy Diouf, ma un altro che avrebbe meritato di uscire con la palma di migliore in campo era sicuramente Pio Esposito. Dopo una pre-season chiusa con 0 gol, l'attaccante ha inaugurato la sua seconda stagione in nerazzurro con una grande prestazione e soprattutto con uno splendido gol di tacco.
"Nei primi mesi della sua carriera in serie A Pio Esposito si divertiva a leggere i commenti esagerati sul suo conto, sia in positivo che in negativo, inceneriti dalla sua frase al Corriere ad aprile: «Io non ho colpe, non ho mai detto di essere un campione, un fenomeno o di valere 100 milioni. Sono solo uno che dà il massimo tutti i giorni». E non è poco, perché poi sono arrivati i 10 gol stagionali, lo scudetto e la Coppa Italia, ma anche la notte nera di Zenica, il primo rigore sbagliato della serie contro la Bosnia, il Mondiale americano saltato", sottolinea il Corriere della Sera.
"Il centravanti dell’Inter non ha mai perso l’equilibrio dopo dodici mesi a tutta velocità, appena salito dalla B con lo Spezia: figurarsi se può farlo dopo un gol di tacco alla prima giornata della nuova stagione, una pennellata d’autore per i suoi agiografi, una botta di fortuna per i suoi detrattori. Era così anche prima dei social, anche se oggi i calciatori sono molto attenti ai commenti che li riguardano".
"Ma Pio ha la mentalità e le doti, tecniche e atletiche per continuare a crescere e fare il salto di qualità che gli può permettere non tanto di insidiare Thuram come titolare nelle notti più importanti, ma soprattutto di non abbassare mai lo standard di cui parla con insistenza Chivu. Con il ct Mancini che lo aspetta per dargli fin da subito la maglia da titolare contro il Belgio a Roma il 25 settembre nella prima sfida di Nations al centro del suo 4-3-3: una sfida ulteriore".
"Anche per questo, oltre che per il suo atavico odio per la matematica, la materia che lo metteva in crisi all’istituto per geometri, Esposito non fa tabelle, non fa promesse o proiezioni. Piuttosto fa «anche il lavoro sporco» e in estate ha messo le basi per «un altro mattoncino per migliorare come calciatore» come ha spiegato dopo la partita di sabato, indice di quella maturità (anche nella comunicazione) che è la dote che colpisce immediatamente più chi gli sta accanto e gli vale la definizione di «giovane vecchio».
(Corriere della Sera)
© RIPRODUZIONE RISERVATA