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A tratti è stato irriconoscibile, ma da qualche partita Nicolò Barella sembra essere tornato il giocatore ammirato in questi anni. Soprattutto contro la Roma si è rivisto il Barella che ha fatto innamorare i tifosi nerazzurri e non solo: corsa, qualità, quantità, recuperi e anche il gol che mancava dalla gara con la Cremonese. "L’esultanza, gli occhi lucidi e poi l’abbraccio con Alessandro Bastoni. C'era tutto nel cesto pasquale che ha regalato un nuovo Nicolò", sottolinea la Gazzetta dello Sport.
"Certo, Barella è sempre stato lì, al suo posto, solo che non sembrava più lui. Paradossale. Ha saltato appena due partite di campionato per l'infortunio alla coscia e una per squalifica, è stato in sei occasioni capitano dall'inizio della partita. I due assist contro Atalanta e Fiorentina nelle ultime due uscite pre-Roma a San Siro sono stati scavalcati dai risultati di quelle stesse partite. Barella nella sera di Pasqua ha vissuto probabilmente la sua migliore partita stagionale, si è confermato secondo miglior assistman fin qui dietro Dimarco ed è arrivato in doppia cifra di partecipazioni totali a gol interisti (2 reti e 8 assist)".
"Aveva chiuso l'anno scorso con 3 gol e 9 passaggi decisivi, come nel 2020-21; un traguardo vicino che certo non farà tornare alla mente il Nicolò del 2022-23 da 6 gol (e 7 assist) oppure quello da 13 assist del 2021-22 ma a Cristian Chivu in questa fase così decisiva e delicata importava ritrovare il Bare migliore. E così è stato. Anche dopo aver attraversato l'amarezza di Zenica. Gli occhi gonfi d'emozione dopo il 5-1 alla Roma hanno riportato tutti lì. L'abbraccio con Bastoni, anche. Difficile, almeno per ora, che la Bosnia si sia allontanata davvero ma al Meazza ciò che contava era avvicinarsi allo scudetto e l'Inter l'ha fatto con i suoi senatori, Lautaro, Calhanoglu, Thuram e, appunto, Barella. Missione compiuta. Questa sì".
(Gazzetta dello Sport)
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