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Dirigente Inter citato da Rocchi nelle intercettazioni? Chi è Giorgio Schenone e che ruolo ha
Giorgio Schenone, ex guardalinee della sezione di Genova attivo nella Can (Commissione arbitri nazionale) di A e B tra il 2009 e il 2020, sarebbe stato nominato da Gianluca Rocchi in un’intercettazione comparsa nelle carte dell’inchiesta. Ma chi è e che ruolo svolge nell’Inter?
Ecco quanto evidenziato dalla Gazzetta dello Sport sul dirigente nerazzurro. “Da quasi sei anni all’Inter, è il club referee manager. Si tratta di un dirigente che si occupa della materia arbitrale e ha il compito di spiegare alla squadra le novità regolamentari, descrivendo ogni settimana i profili dei direttori di gara designati per le partite, ma anche di tenere i rapporti con la categoria arbitrale e di organizzarne l’accoglienza negli stadi.
Il manager ha la fiducia e la stima totale del club, soprattutto nella veste di docente che ricopre anche nel settore giovanile. Ha maturato anche esperienza di Var, come assistente, negli ultimi anni di attività, e nel profilo LinkedIn svela: "Mi occupo di formazione da un punto di vista regolamentare e comportamentale dei giocatori e dello staff". Inoltre gestisce corsi per conto del settore tecnico della Federcalcio.
Qualche mese fa è stato elogiato pubblicamente dal presidente, Giuseppe Marotta: "Giorgio è stato capace di inculcare nella mente dei nostri tesserati il significato vero dello sport. Anche grazie alle sue lezioni siamo riusciti ad abbassare il numero di ammonizioni, in un caso siamo stati la squadra che ne ha avute meno".
Naturalmente i suoi rapporti con i vertici arbitrali sono informali: Schenone è stato per un periodo anche assistente internazionale e ha sbandierato partite insieme a Rocchi. Ma conosce molto bene anche Andrea De Marco, l’ex arbitro incaricato di gestire per conto della Can le relazioni con le società. Curiosamente anche De Marco è ligure, visto che è nato a Sestri Levante e ha rappresentato la sezione di Chiavari.
È stato Schenone a gestire a San Siro il recente caso di Inter-Atalanta, quando Cristian Chivu venne espulso per proteste e la società impose il silenzio stampa per le decisioni di Manganiello: l’arbitro piemontese convalidò il gol di Krstovic dopo un contrasto contestato tra Sulemana e Dumfries e soprattutto negò un rigore abbastanza evidente all’Inter sull’1-1, con il contributo del Var Gariglio, per un fallo di Scalvini su Frattesi che la stessa Aia (Associazione italiana arbitri) avrebbe poi riconosciuto essere netto. Negli spogliatoi i dirigenti dell’Inter, Schenone compreso, ebbero un confronto con la squadra arbitrale e con lo stesso De Marco, che quel pomeriggio era allo stadio ad assistere alla partita”, si legge.
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