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Inchiesta arbitri, Inter e i suoi dirigenti non sono indagati. Solo esponenti mondo arbitrale
Nell'ambito dell'inchiesta per frode sportiva "l'Inter e i suoi dirigenti non sono indagati". Lo apprende l'Ansa da fonti qualificate della Procura di Milano.
Le persone iscritte nel fascicolo d'indagine sono tutte legate al mondo arbitrale e le partite finite nel mirino del pm Maurizio Ascione sono quattro o cinque e non sono di questo campionato.
Cinque sono gli indagati certi nell'inchiesta. Tra loro c'è il designatore (autosospeso) Gianluca Rocchi, il supervisore (autosospeso) Andrea Gervasoni e l'assistente Daniele Paterna, ci sono altri due assistenti alla sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Per l'accusa Rocchi avrebbe combinato - con altri soggetti non precisati - la designazione dell'arbitro Andrea Colombo (gradito all'Inter, a dire di chi indaga) per la partita Bologna-Inter dell'aprile 2025.
Altrettanto avrebbe fatto con la designazione dell'arbitro Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per l'eventuale finale e per le partite successive di campionato la designazione dello stesso arbitro, ritenuto anche in questo caso poco gradito ai nerazzurri. Inoltre, in occasione della partita Udinese-Parma del primo marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede l'autonomia delle sale di Lissone, bussando e inducendo la chiamata all'On field review dell'arbitro Fabio Maresca ai fini dell'assegnazione del rigore all'Udinese.
Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero presunte pressioni sul Var in occasione di alcune partite, Inter-Verona della stagione 2023-24 (quella della gomitata di Bastoni a Duda, ndr) e Udinese-Parma dello stesso campionato
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