Alzi la mano chi pensava che l’Inter potesse uscire da questo turno di campionato addirittura con un allungo sul Napoli. Praticamente chiunque avrebbe etichettato l’ipotesi come fantascientifica, considerando il coefficiente di difficoltà dell’impegno sia dei nerazzurri che della squadra di Conte. L’Inter ha gonfiato il petto invece nel momento di maggiore difficoltà, quando nessuno avrebbe scommesso un centesimo su questa eventualità. Il Como ha perso la gara di ieri nel preciso momento in cui ha creduto di averla vinta: il gol di Thuram a primo tempo scaduto è stato l’inizio della fine. Un peccato di supponenza pagato a caro prezzo.

ANALISI
Inter, l’etichetta staccata, la bordata di Chivu e l’uomo della provvidenza: alzi la mano…
Alzi la mano chi pensava che l'Inter potesse segnare quattro gol alla miglior difesa del campionato senza poter contare su Lautaro Martinez. Thuram stavolta è stato l'uomo della provvidenza. Nel momento del bisogno, quello vero, ha raddrizzato la gara nel giro di pochi minuti. Prima ha piazzato la zampata per tenere accesa la fiammella della rimonta e poi ha ricordato a Butez, con la complicità di Kempf, che questo non è tempo di gite fuori porta. Con la doppietta di ieri si è fatto completamente perdonare per il periodo di appannamento vissuto in precedenza. Sono due graffi serviti a staccare quasi del tutto lo scudetto dal petto del Napoli di Conte.
Alzi la mano chi pensava che Cristian Chivu potesse fare la voce grossa in un campionato di vecchie volpi. Quelle che prima provano a sgusciare e poi, se stanate, scompaiono nel buio. Aveva dovuto farsi spazio tra le macerie al suo arrivo ad Appiano Gentile, accolto nello scetticismo generale dell'ambiente. Si è rimboccato le maniche e ha creduto fin dal primo momento di poter stupire tutti. Ha ridato credibilità a una squadra che l'aveva completamente persa sulla strada di ritorno da Monaco. Ci ha messo la faccia, senza mai nascondersi, a differenza dei suoi colleghi. Lo ha ricordato ieri, in punta di fioretto: a sentire in giro, sembra che l'Inter stia lottando da sola da inizio campionato per lo scudetto. Le altre, a parole, si accontentano di partecipare. Pierre de Coubertin sarebbe fiero di loro.
Alzi la mano, infine, chi pensa ancora invece che se quel rigore assurdo fischiato nel finale avesse toccato altre squadre avrebbero invocato la sospensione del campionato. Non che ce ne fosse bisogno, ma rade al suolo brutalmente le basi dei deliri di certi sciacalli da strapazzo. Ed è un peccato per loro. Perché oggi, magari non lo ammetteranno comunque, ma hanno perso l'alibi più delirante creato in questi mesi. Immaginate parlare ancora di campionato manipolato dopo i torti collezionati dall'Inter negli ultimi turni... Sarà un brutto risveglio.
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