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Le ali dell'entusiasmo rendono tutto più facile. All'Inter già Campione d'Italia il terreno di gioco dell'Olimpico è sembrato in discesa ieri, nelle prove generali di quella che sarà la finale di Coppa Italia. Contro la Lazio è andata in scena una versione sicuramente meno proibitiva dell'impegno in programma sempre a Roma, ma tra pochi giorni. Lautaro ha rotto gli equilibri subito e mandato un avvertimento chiaro: questa squadra ha ancora fame.
Da questo punto di vista Chivu sa benissimo che mercoledì sera sarà tutta un'altra storia. La prova offerta rimane però più che confortante. Prima di tutto perché la squadra non ha affatto staccato la squadra. Ciò che più contava era dimostrare di aver assorbito rapidamente gli effetti della grande euforia per lo scudetto vinto che in qualche modo avrebbero potuto distrarre il gruppo. Anzi, arrivare nella capitale con lo scudetto già in tasca ha provocato ulteriore slancio che dovrà servire anche nei 90' che varranno l'assalto al double.
Le buone notizie sul taccuino di Chivu valgono non soltanto però per il prossimo appuntamento. Alcune indicazioni sicuramente non banali sono da tenere in considerazione anche in vista della prossima stagione. La prima riguarda Pepo Martinez, che ha ritrovato la titolarità e fornito l'ennesima prestazione convincente dal punto di vista tecnico. Lo spagnolo punta ora a sollevare anche il primo trofeo da protagonista, considerando che in Coppa Italia ha sempre giocato ed è anche stato decisivo contro il Como in semifinale. Dopodiché dovrà dimostrare di poter reggere l'eredità di Sommer da qualsiasi prospettiva: le riflessioni in questo senso sono già cominciate e sembrano seriamente poter sgretolare la convinzione che aleggiava fino a qualche settimana fa.
L'ex Genoa si candida così a essere il primo acquisto della prossima stagione. La prima novità nello scacchiere titolare, quantomeno. Allargando il discorso alla rosa del futuro, chi sembra possa davvero trovare ancora spazio è Diouf, ma in una casella diversa da quella in cui sembrava potersi incastonare al suo arrivo. Il francese anche ieri ha confermato di avere dei colpi interessanti e che da quinto può dare libero sfogo ai cavalli del suo motore senza compromettere l'equilibrio di squadra con la sua esuberanza.
L'altra indicazione importante è arrivata invece da Petar Sucic. Il croato, ieri in veste di play, con Calhanoglu out e Zielinski finito giustamente in una teca, si è disimpegnato con la solita qualità. E con una personalità non trascurabile. Ha impreziosito la prestazione con un gol per nulla banale, tra l'altro di mancino. Il messaggio insomma è forte e chiaro per il suo allenatore: reclama legittimamente più spazio per il futuro. Magari a partire proprio da mercoledì, quando ci sarà da scegliere il terzo tassello per completare la mediana con Barella e Zielinski. Toccherà a a uno tra lui e Mkhitaryan, tra l'altro ieri in gol anche lui. L'armeno ha messo il secondo sigillo nelle ultime due partite e punta a chiudere la stagione, e magari l'avventura all'Inter, mettendoci la firma.
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