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Getty Images
Un cambio di rotta. Una freccia scagliata dopo l’altra. L’ultima in ordine temporale domenica pomeriggio, con la corsa Scudetto virtualmente chiusa.
“Ho esperienza in queste situazioni – ha detto Cristian Chivu -, a volte le pressioni arrivano dall’esterno”.
Quella della comunicazione è un’arte che l’allenatore dell’Inter ha appreso da uno dei suoi maestri, José Mourinho.
"Uno che spesso nel dopo partita sceglieva un bersaglio per spostare l’attenzione da ciò che era accaduto in campo” ricorda La Gazzetta dello Sport.
Dopo la rimonta contro il Como Chivu aveva parlato di obiettivo Champions nonostante il +12 in classifica sulle inseguitrici:
“Una frecciatina neanche troppo velata alle parole di Allegri e Conte sulla lotta scudetto, dove hanno messo le mani avanti” aggiunge la Rosea, commentando la frase: “Faccio come i miei colleghi che parlano di Champions, che non è ancora aritmetica. Anche noi ci stiamo avvicinando a quell’obiettivo”.
Chivu aveva sottolineato:
“Tante cose sono tarate in maniera sbagliata rispetto alle amicizie e ai doveri di difendere l’uno o l’altro”. E ancora: “Ci sono squadre che hanno provato a vincere, ma ne vince solo una. Quello è il discorso da fare”.
Un chiaro riferimento alle parole di Conte e Allegri.
Ma una delle frasi pronunciate in questa stagione da Chivu che ha fatto rumore è stata quella ‘alla Mourinho’ con “non sono un fesso”, che ha ricordato il “non sono un pirla” dello Special One.
E sul tema difese vincenti e squadre troppo sbilanciate:
“Credo siano finiti i tempi in cui le migliori retroguardie vincono i campionati. Il calcio adesso è più dinamico e più di intensità”.
La Gazzetta dello Sport evidenzia: “Anche qui, il riferimento ad Allegri non è tanto velato. In tutti e sei i suoi scudetti vinti, Max ha sempre avuto la miglior difesa”.
“Chivu si difende con l'attacco” chiosa la Rosea.
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