Inter, non solo Esposito. Da Oristanio a Vergani: tanti talenti in rampa di lancio nelle giovanili nerazzurre

Inter, non solo Esposito. Da Oristanio a Vergani: tanti talenti in rampa di lancio nelle giovanili nerazzurre

Le giovanili dell’Inter si stanno mettendo in mostra a suon di risultati e i talenti vengono fuori e reclamano spazio

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Edoardo Vergani, Inter

Non solo Esposito, nella Primavera dell’Inter guidata da Madonna ci sono tanti talenti in rampa di lancio che stanno ben figurando con la maglia nerazzurra. Vittoria col Barcellona in Youth League, 5 pappine rifilate alla Juve di Zauli e per ora solo vittorie in stagione.

ORISTANIO“Esposito ha giocato a singhiozzo, se liberato da Conte, e allora il testimone di osservato speciale è passato a Gaetano Oristanio, anche lui campano, classe 2002, mancino e spinto da un’insana passione per il dribbling e la giocata. Nato come classico 10, strappato tre estati fa alla concorrenza di Juve e Fiorentina, in questo inizio di stagione da punta è diventato concreto: la punizione gioiello con cui ha segnato al Barça ha fatto il giro del web”.

VERGANI“Con lui gioca spesso Edoardo Vergani, centravanti più classico che in estate ha vissuto una settimana di notorietà di mercato (finito nella trattativa per Dzeko). Con la Juve non c’erano entrambi, e allora è tornato alla ribalta Samuele Mulattieri: nel 2018 per battere la Juve fu pagato 1,2 milioni allo Spezia. L’anno scorso ha faticato da esterno, in autunno si è presentato con qualche chilo e centimetro in più che lo rendono un centravanti dalle movenze “inzaghesche”.

FONSECA“Completa il reparto, non necessariamente da comparsa, anzi, Matias Fonseca, secondogenito di Daniel, ex attaccante di Cagliari e Juve (fra le altre). Nato nel 2001 a Napoli, azzurro e non “celeste” nelle nazionali giovanili, Matias ha fiuto del gol, “garra” e corsa. Non sono gli unici “geni” nobili della squadra, visto che in porta si alternano Pozzer e Filip Stankovic, figlio di Dejan, reattivo e spettacolare numero 1 campione d’Italia con l’Under 17“, analizza La Gazzetta dello Sport.

“L’eredità di Radu (e di Dekic) è in buone mani, anche perché ben protetta da un trio difensivo che dopo il traballante debutto (sotto 2-0 col Pescara, poi rimonta 3-2) ha concesso un gol solo a Sene della Juve. Ntube e Pirola sono stati provati anche da Conte in estate: Lorenzo, altro diciassettenne, è considerato uno dei migliori prospetti italiani ed europei nel ruolo (fu nella Top 11 dell’Europeo U17). Imperioso negli anticipi, forte di testa, attento in posizionamento e “pulito” in costruzione, guida il reparto a cui in estate è stato aggiunto il francese Kinkoué, prelevato dal Troyes e dotato di enormi mezzi fisici e protagonista di spettacolari chiusure in allungo. Lascia intuire grandi potenzialità, così come il più pubblicizzato connazionale Agoumé, che del 3-5-2 è perno centrale. Per prenderlo dal Sochaux sono stati spesi 4,5 milioni, ha piede da predestinato, lancio facile e preciso, tecnica enorme ma ancora qualche pausa di concentrazione e qualche calo di ritmo”, aggiunge il quotidiano.

“Se le supera, può diventare decisivo anche al piano di sopra. Sugli esterni “arano” la fascia Persyn, Giannelli e Burgio, ceduto all’Atalanta (plusvalenze) e tornato in prestito, ma il più in palla è Lorenzo Colombini, cresciuto in casa dall’età di cinque anni, nato terzino e ora sempre un po’ più vicino alla porta. Il capitano è Schirò (2000), uno dei tre fuoriquota, Squizzato è l’incursore di centrocampo. Ma se parliamo di incursioni, lo specialista è Willy Gnonto, esterno compatto (165 cm) che può giocare da seconda punta grazie a un ottimo senso del gol. Scatto bruciante, cambi di direzione improvvisi , il piemontese di origini ivoriane può risultare imprendibile. Quest’anno ha già segnato con U17, U18, Primavera e – piccolo particolare – di anni ne ha ancora 15”.

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