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Getty Images
Da due giorni ormai al tifoso dell'Inter sembra di vivere in quella famosa scena di 'Non ci resta che piangere' con Troisi e Benigni. Il 'ricordati che devi morire' non arriva però dal prete di Frittole, ma dal tribunale social che ovviamente ha già sentenziato. Ancora prima di entrare nel vivo della questione, di capire se il club nerazzurro in qualche modo risulterà coinvolto. Non interessa. Il club, dato in pasto all'opinione pubblica, è davanti all'ennesima situazione surreale. Chi vivrà, vedrà. Intanto è già una notizia che la squadra non si sia lasciata travolgere dal fiume in piena generato dalle reazioni rispetto a quanto emerso sull'ormai ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi.
Perché, almeno fino a un certo punto almeno, i ragazzi di Chivu in linea di massima il loro compito in quel di Torino lo stavano portando a termine. Faticando forse un pochino all'inizio, ma riuscendo comunque a venir fuori dalle sabbie mobili granata con personalità e qualità.
Approfittando dell'ottimo momento di Thuram, ormai desideroso sempre più di somigliare in tutto e per tutto a Lautaro in campo: non si accontenta di far gol, che non è assolutamente poco, ma lavora di fisico, viene incontro, guida la pressione e gestisce. Tutta una serie di cose che fino a poche settimane fa sembravano lontanissime da lui. Non solo, perché ancora una volta Dimarco ha consolidato la sua candidatura a uomo copertina della stagione: il doppio assist gli ha permesso di raggiungere quota 17, mai toccata prima da quando si ha memoria in Serie A in una sola stagione.
Cosa è successo poi? Quello che era stato un motore diesel nell'ultimo mese, si è arrestato praticamente di colpo poco dopo l'ora di gioco. Non ha nascosto la polvere sotto al tappeto Chivu. Ha ammesso che la squadra abbia staccato prematuramente la spina, complici anche un po' di stanchezza accumulata ed evidentemente qualche assenza di troppo. Poco, pochissimo male.
Anche perché il risultato finale, maturato anche qui con un rigore più che dubbio (ironia della sorte), evoca un precedente piacevole: nell'annata della seconda stella, una settimana prima del derby rimasto nella storia dell'Inter, i nerazzurri pareggiarono 2-2 contro il Cagliari in casa in maniera inaspettata. Quell'inciampo mise i nerazzurri nella condizione di poter raggiungere lo scudetto soltanto con una vittoria nel turno successivo. Proprio come ora. Il conto alla rovescia sembra davvero iniziato.
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