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Chi pensa che un solo giocatore non possa cambiare volto a una squadra, non ha visto l'impatto che Lautaro Martinez ha su questa Inter. Tornato il Toro, la squadra nerazzurra si è rialzata nella domenica di Pasqua strapazzando la Roma.
"Se è vero che le coincidenze non esistono, è tornato Lautaro dopo un mese e mezzo ed è tornata la squadra di Chivu, forse meno dominante nell’andamento del gioco, ma più verticale e soprattutto più concreta, se si pensa che gli unici gol dell’attacco interista in oltre un mese di assenza erano arrivati da Esposito (2)".
"Con una doppietta dell’argentino, un tiro da 31 metri di Calhanoglu che ha spaccato la partita dopo l’1-1 della Roma, un gol di testa di Thuram (autore anche di due assist a Lautaro) e il sigillo finale di Barella, l’Inter si è regalata un’abbuffata pasquale che le dà la giusta botta di autostima in vista delle ultime 7 partite. A cominciare dalla prossima a Como, uno degli ostacoli più alti tra quelli rimasti", sottolinea il Corriere della Sera.
"Se i due totem nerazzurri sono tornati ai loro livelli per lo sprint finale, l’obiettivo di Alessandro Bastoni era riprendere contatto con la serie A (mancava dal derby dell’8 marzo) e soprattutto con il pianeta interista, dopo la notte di tregenda a Zenica con la Nazionale. È finita con il difensore nerazzurro salutato alla sostituzione dalla standing ovation di tutto San Siro: un omaggio gradito dopo settimane complicate e un messaggio di affetto chiaro dei tifosi, preoccupati dalla sua possibile partenza, destinazione Barcellona. Con la chiosa finale di Chivu sul clima tossico del calcio italiano: «Siamo tutti colpevoli».
(Corriere della Sera)
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