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Inter, così il patto ha dato la scossa: una cosa è rimasta impressa. Chivu non era presente, ma…
Come anticipato da FcInter1908.it, due giorni prima della gara con la Roma, la squadra si è compattata al chiuso dello spogliatoio per un confronto durato oltre un’ora. Un faccia a faccia chiesto e ottenuto da un paio di senatori, con Lautaro in prima fila, con l'obiettivo di compattarsi e ripartire dopo le difficoltà delle ultime settimane. Un faccia a faccia che è servito come si è visto nella vittoria contro i giallorossi.
"Nella serata di festa nerazzurra è rimasto impresso anche altro: le celebrazioni dopo ogni rete. La partecipazione è stata totale, sincera, coinvolgente, insieme a tutto lo stadio. A testimonianza di una consapevolezza comune, che tiene uniti e coinvolti. Attenzione, non è una novità: la solidità del gruppo, infatti, in questi anni è stato uno dei segreti. Tanto che la tempesta estiva susseguente all’eliminazione dal Mondiale per club si è rivelata una semplice turbolenza, prontamente riassorbita e, forse, perfino utile per cementare ancora di più lo spogliatoio".
"Nelle ultime settimane, in parallelo con la frenata in campionato e l’eliminazione dalla Champions, non ci sono state particolari scollature. Tuttavia, dopo la sosta per le nazionali, su input dei senatori, con Lautaro in prima linea, ha avvertito la necessità di riunirsi, discutere e compattarsi in vista dell’ultima fase della stagione. Il confronto è andato in scena venerdì scorso alla Pinetina. Chivu, sempre molto attento agli equilibri dello spogliatoio e sempre in prima linea nel difendere i suoi uomini, non era presente fisicamente, ma ha dato la sua totale approvazione. Del resto è stata una presa di responsabilità, oltre che una dimostrazione del senso di appartenenza che lega Lautaro e compagni".
"L’Inter si è stretta, promettendosi impegno e dedizione assoluti per l’inseguimento di scudetto e Coppa Italia. Chi stava attraversando, o sta ancora attraversando, un momento delicato, come Bastoni e, volendo, pure Barella, insieme agli altri azzurri, ha trovato sostegno e appoggio. Tutto questo ha prodotto la prestazione contro la Roma, fatta anche di sofferenza di squadra, come in parte del primo tempo. Le esultanze dopo i gol sono state anche una sorta di sfogo. Per Lautaro, per Calhanoglu, per Thuram, che aveva un gran bisogno di sbloccarsi, e soprattutto per Barella, sommerso di affetto e abbracci, tanto da avere gli occhi lucidi".
(Corriere dello Sport)
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