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fcinter1908 ultimora Inter, il segreto che le altre non hanno ancora capito. E quel pensiero di Marotta…

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Inter, il segreto che le altre non hanno ancora capito. E quel pensiero di Marotta…

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L'analisi di Fcinter1908.it all'indomani della straordinaria giornata di festa vissuta dai neo Campioni d'Italia per il double conquistato
Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 

Cosa rimane dell'ennesima pagina di storia recente dell'Inter? Il ricordo di una giornata clamorosa, vissuta col cuore pieno di gioia. E' stato appagante, per chi c'è stato, godersela dall'alba al tramonto: una totale riconciliazione con il bello di questo sport dopo le dolorose pagine di un anno fa. Perché Monaco ha fatto male, ma rimarrà per sempre una serata storta all'interno di un percorso pazzesco. I nerazzurri stanno attraversando il terzo ciclo più vincente della loro storia (3 scudetti, 3 Coppe Italia, 3 Supercoppe, due finali di Champions League e 1 di Europa League), cominciato nell'ormai lontano 2019. Sette anni di successi e piazzamenti, nel segno di una continuità mai persa: perché soprattutto nel calcio di oggi rimanere a certi livelli è fondamentale per la salute di un club. Anche economica, considerando il margine di ricavi che arriva dai risultati di campo.

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Quello che sulla sponda interista del naviglio sembra scontato e banale, dall'altra parte evidentemente non è ancora chiaro. Lo si evince anche dalle parole pronunciate da Cardinale negli ultimi giorni. Quel tentativo goffo di accaparrarsi una percentuale misera di favore, speculando sulla sconfitta dell'Inter a Monaco, non ha affatto sortito l'effetto sperato. Anzi, ha incattivito ancora di più l'ambiente rossonero. Pur smentendo formalmente, il presidente del Milan ha confermato di non avere ancora messo a fuoco il problema: la competitività nel suo club non solo non è al primo posto, ma forse in certe sfumature non è neanche contemplata. L'Inter dal Covid in poi ha speso meno, ma decisamente meglio, lasciando margine di manovra a una dirigenza che ha garantito successi e introiti. E che in Italia almeno si è confermata di un altro livello rispetto a tutti.

Soprattutto nel momento di maggior difficoltà, facendo quadrato attorno a un allenatore scelto per il pedigree e assecondato perché potesse germogliare nel contesto migliore. Chivu è il fiore all'occhiello che oggi Marotta e Ausilio rivendicano con merito, legittimati a zittire anche la frangia più scettica dell'ambiente. Facile intuire quello che il presidente nerazzurro avrebbe voluto rispondere al patron rossonero e che invece non ha detto. L'Inter, essendoci sempre stata ultimamente a certi livelli, ha corso anche il rischio di cadere contro avversarie di primissimo livello; il Milan, invece, certi confronti non ha proprio potuto farli...

Ma il tramonto di una stagione tanto bella non è poi così lontano dall'alba di una nuova annata. Giusto quindi concentrarsi sui fatti di casa nerazzurra. Il margine per migliorare e continuare a costruire nei prossimi mesi non mancherà. Le condizioni anche dal punto di vista ambientale sono decisamente più favorevoli per consolidare il circolo virtuoso innescato. La dirigenza merita decisamente più fiducia di quanta ne circolasse un anno fa. Anche perché, certi giorni e certe notti, non portano affatto appagamento: creano dipendenza.