L’Inter ha preso velocità e nulla sembra in grado di fermarla. La discesa, iniziata dopo aver scavallato le insidiosissime salite contro Roma e Como, sta generando ulteriore inerzia in casa nerazzurra. Col Cagliari la squadra di Chivu non ha fatto altro che confermare il trend che va avanti da inizio stagione, in un percorso praticamente netto e senza pietà alcuna contro avversarie di bassa classifica.

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Inter, slalom con vista sul traguardo: la capolista non ha alcuna pietà
Mattone dopo mattone la capolista ha consolidato il suo primato, spegnendo qualsiasi velleità delle inseguitrici. Non perché fosse di un altro livello, anche considerando le premesse con cui aveva inaugurato quest’annata, ma perché ha dimostrato di essere più brava. Cosa che in tanti non vogliono sentirsi dire. Ed evidentemente non si accontenta del traguardo Champions.
I nerazzurri sono andati via in slalom tra gli alibi e le chiacchiere degli altri. Si è concentrata fortemente sul traguardo da inseguire, perché era l’unico modo per uscire fuori dalla gabbia di cattivi pensieri e pericolosi ricordi in cui si era ritrovata dopo Monaco.
Non è ancora fatta, ma i benefici già si avvertono. Soltanto tornando a specchiarsi nello splendore di un trofeo si può davvero dimenticare il peso di certe sofferenze. Creare i presupposti per tornare a essere credibili era la missione già pienamente centrata da Chivu, che non è soltanto abile psicologo. Il rumeno si è dimostrato allenatore già all’altezza, seminando nel terreno della continuità i semi giusti per dare freschezza e nuove soluzioni a un sistema già rodato.
E’ uomo di coraggio e certe responsabilità se l’è assunte senza paura. Era necessario per dimostrarsi credibile in uno spogliatoio di questo livello. “Era fondamentale ricreare l'ambiente", ha detto Nicolò Barella dopo il tris calato al Cagliari. Ha centrato il bersaglio, come con quel pallone che è servito a mettere in ghiaccio un altro pezzo di scudetto.
La nota più bella della serata di ieri è stato proprio l’ex di turno. Ha ammesso di aver attraversato un periodo complicato, ma ne è uscito brillantemente, proprio nel momento di maggiore bisogno. Senza Lautaro, si è dimostrato leader tecnico e caratteriale. Un riferimento sempre presente e valido per i compagni. Che ora vedono il traguardo e corrono spediti col vento a favore. Anche grazie a lui.
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