Intervenuto telefonicamente con QSVS, Michele Croce, avvocato e tifoso del Verona che ha depositato una denuncia dopo i fatti del match contro l'Inter del gennaio 2024, ha motivato così la sua scelta: "Non mi aspettavo tutto questo battage giornalistico. Io ero allo stadio il 6 gennaio del 2024, portai per la prima volta i miei figli in trasferta per vedere il Verona: assistemmo ad una bellissima partita però con un finale che ci lasciò stupefatti. Avvertimmo subito nel ritorno in auto che c'era stata un'ingiustizia, continuavamo a rivedere le azioni: mi confrontai da padre con loro su cosa si sarebbe potuto fare e se fosse possibile che col VAR un episodio del genere non fosse stato rilevare. Così mi misi la notte stessa a studiare il regolamento VAR: nasce da qui la mia querela.

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Io la depositai nei giorni successivi, venne incardinato il giudizio col numero di ruolo, venne assegnato il fascicolo al pm Ascione: poi consultando il fascicolo io vedevo che era in fase di indagine fino a che nel luglio '25 venni contattato dal pm. Mi incontrai con lui a fine luglio. E' una persona molto determinata, ci scambiammo pareri da uomini di legge su quello che avevo scritto: mi chiese ulteriori elementi che io ora non posso specificare. Cercava di capire se quell'episodio fosse la tessera di un puzzle più complesso: poi io non so altro, leggo come tutti voi. Mi ha dato l'impressione di una persona determinata che voleva andarci a fondo e in cerca di prove. Io vorrei solo specificare che non siamo in presenza di un torto arbitrale: qui c'è un regolamento che specifica che in un caso come quello di Inter-Verona prevede l'obbligo da parte dell'addetto VAR dell'OFR: è un obbligo specifico.
Il fatto che i due addetti VAR abbiano deciso di non richiamare l'OFR in un caso palese come questo, è un dolo, un'omissione dolosa: non è la prima e non è l'ultima, certo, ma le norme sono chiare. Questo non esime dal fatto che sia una violazione di una norma: questo ha inciso sul risultato e questa è l'altra parte determinante della fattispecie criminosa della frode sportiva generica ed è un reato. Io dopo aver studiato le norme decisi che la fattispecie era assolutamente di rilievo penale e depositai la querela. Se il nome dell'Inter nell'inchiesta deriva dalla mia denuncia? Io ho agito non per Bastoni, l'Inter o per il Verona che ha perso: io ho agito per un senso di giustizia perché è inaccettabile che dei professionisti del VAR non applichino un regolamento.
Vuol dire che c'è qualcosa e lo fanno volutamente se non lo fanno: io ho agito per non veder calpestata la genuinità di questo sport. Altro non mi interessa. Io escludo l'incapacità: le immagini sono talmente evidenti che il VAR avrebbe dovuto richiamare l'OFR. Secondo me c'è una volontà omissiva: non hanno voluto richiamarlo. Il rigore per il Verona assegnato? Sono fattispecie completamente diverse: il rigore è un fatto sul campo deciso sul campo e in ogni caso l'addetto VAR precedentemente ha comunque influito sul risultato. Può esserci stato un ripensamento, che l'abbiano fatta troppo grossa: io non indago l'aspetto psicologico. Ma la norma è talmente chiara che non poteva non essere richiamato all'OFR. Episodi che avrebbero meritato altre denunce? Vorrei premettere che non ho secondi fini, non mi interessa la notorietà. Che siano successe cose stranissime nel campionato mi pare evidente: c'è da chiarire molto".
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