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La Gazzetta disegna l’Italia di Mancini: formazione imbarazzante ma via tutti gli interisti
Due candidati forti e due Italie diverse. L’elezione del presidente il 22 giugno potrebbe allungare i tempi della nomina, la fine del campionato allargherà sicuramente l’elenco dei candidati, ma non è in discussione che i favoriti alla successione siano oggi due ex ct: Roberto Mancini e Antonio Conte.
La Gazzetta dello Sport prova a disegnare l'Italia di Mancini e lo fa rendendo felici gli hater sui social: praticamente 'puniti' solo gli interisti per i disastri dell'Italia. Addirittura fuori squadra tutti tranne Pio Esposito.
Fuori Bastoni, fuori Dimarco, fuori Barella. Questa è la teoria. Ma da domani si tornerà a scrivere di Inter 'obbligata a vincere' perché in campo ci sono proprio questi giocatori. Ecco la coerenza del giornalismo italiano.
La formazione ipotizzata (che per fortuna Mancini non farà mai) è un misto di giocatori scarsi e altri messi fuori ruolo.
Scrive la Rosea: "Si può immaginare un ritorno al 4-3-3 vincente. Non facile riproporre la formula del doppio play mancando gli alter ego di Jorginho e Verratti. Però non mancherebbero i centravanti. Mancini potrebbe giocare dietro con Palestra, Scalvini, Buongiorno e Calafiori per replicare l’impostazione a tre.
Il cagliaritano attaccherebbe come Spinazzola, Calafiori si accentrerebbe come Di Lorenzo. In mezzo Locatelli e un regista (Fagioli, Ricci) più un incursore (Tonali). In attacco Esposito al centro, Kean a sinistra, mancherebbe il Chiesa del 2021: potrebbe essere Vergara (si sa che il Mancio non aspetta se ha un giovane), si potrebbe riprovare con Zaniolo oppure avanzare Palestra recuperando Cambiaso in difesa"
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