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Vaciago: “Italia? Post apocalisse Conte è il più adatto. Rivoluzione manageriale. Bergomi…”
Da Allegri a Inzaghi, passando per Mancini e Conte. Con l'eliminazione ai playoff per mano della Bosnia è finita pure l'avventura di Gennaro Gattuso sulla panchina dellaNazionale italiana e quindi si parla già del successore. A Guido Vaciago, direttore di TuttoSport, a Skysport hanno chiesto cosa ne pensa dei nomi che sono stati fatti per la panchina dell'Italia e non solo.
«Credo che se c'è un uomo che quando le cose vanno male e c'è da ricostruire dalle macerie,il più adatto di tutti è Conte. Lo ha fatto in Nazionale, alla Juve, al Napoli, ovunque è andato, all'Inter. Post apocalisse è la situazione in cui dà il meglio di sè ed è un allenatore a presa rapida, ha efficacia sempre molto veloce e dati gli uomini che abbiamo, non una squadra di fuoriclasse per quanto abbiamo talenti e non abbiamo un tasso tecnico così basso, ma uomo più adatto per me è Conte, se scegliessi io, ecco. Gli altri non sono scarsi, Mancini e Allegi andrebbero altrettanto bene. Ma Conte è per le circorstanze è quello più adatto rispetto ad Allegri e Mancini che riescono a gestire spogliatoi con più personalità. Conte riesce anche con materiale meno pregiato a tirare il meglio fuori da tutti», ha detto.
-Inserire nello staff dirigenziale una persona di rilievo, un campione del mondo, come Bergomi che si è anche detto disponibile. Troppo operazione nostalgia o sarebbe utile?
Credo che il trasferimento di valori e di cultura debba avvenire e che tra le rilevazioni ci deve essere un passaggio di testimone da prendere in considerazione. Da questo punto di vista è una buona idea. Ma non è un'idea risolutiva. Difficile che una figurina ci faccia vincere le partite. Dobbiamo dimenticare che prendere Bergomi che ha vinto la Coppa del Mondo possa dare talento alle partite per quanto abbia cultura in questo campo come vediamo da tutti gli interventi che fa su Skysport. Ma servono progetti e managerialità serie. Sono favorevole che chi ha fatto parte di progetti vincenti possa dare testimonianza di quanto ha fatto. Come Del Piero, o chi come lui apre bocca e dice cose sensate. Ma non basta utilizzare questi giocatori come amuleti. Serve altro. Il calcio italiano va rinfondato nei manager. Persone meno famose, che non andranno nei tg ma andranno a lavorare per far funzionare la macchina del calcio italiano come venti anni fa.
(fonte: SS24)
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