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Juventus, Chiellini: “Inter più forte e lo ha dimostrato. Bisogna saper perdere”

Daniele Vitiello

Le parole del capitano bianconero che questa sera ha dato l'addio al club dopo aver perso la Coppa Italia

Giorgio Chiellini ha parlato in conferenza stampa al termine di Juventus-Inter. Queste le sue parole raccolte dall'inviato di Fcinter1908.it all'Olimpico.

Addio al calcio o alla Juventus?

"Ancora non lo so, gioco a carte scoperte. Devo valutare con la mia famiglia e con la Juventus, voglio lasciare ancora ad un livello alto. Sento che c'è bisogno di lasciare spazio a ragazzi più giovani, a ragazzi che possono prendersi responsabilità per 50 partite e non per 20. Ho sognato di chiudere con un trofeo, ma sono felice di questa scelta e la faccio con grande serenità. Da qui a fine mese valuterò se continuare o smettere del tutto, intanto mi preparo per la nazionale che ci tengo a giocare contro l'Argentina. Qualche idea ce l'ho, vediamo nelle prossime settimane".

Questa sconfitta può creare un vuoto psicologico?

"Questo primo anno senza trofei deve avere l'effetto opposto. Non buttare giù la squadra, ma cominciare a mettere quella rabbia e quella voglia di tornare a vincere che permette di affrontare il quotidiano con un carattere diverso. Questa squadra può e deve migliorare tanto da quel punto di vista, i valori della società sono sempre gli stessi da più di un secolo e bisogna tornarci nel più breve tempo possibile. L'Inter onestamente è più forte quest'anno e lo ha dimostrato, bisogna saper perdere, ma anche maturare la rabbia per poi sovvertire questo dominio che hanno altre squadre. Bisogna saper sfruttare anche le lacune di altri, come sta facendo il Milan".

Ci sono elementi per tornare subito alla ribalta?

"Qualcosa manca, altrimenti avremmo vinto con 10 punti sulla seconda quest'anno. Ci sono persone che devono crescere, assumersi la responsabilità anche del vuoto che lascerò. Qualcosa andrà fatto, compatibilmente con la situazione economica del club. Non ho mai pensato a queste cose finora, la nostra garanzia è Andrea Agnelli e la sua famiglia. La Juventus non è un asset, è una cosa di famiglia e l'obiettivo è farla tornare a vincere prima possibile".

Cosa vuoi lasciare al calcio italiano?

"Ormai l'ho lasciato, gli obiettivi li ho raggiunti. Spero di aver lasciato i giusti valori per poi riuscire ad arrivare a certi livelli e mantenerli. Quella passione, dedizione nel quotidiano che soprattutto negli ultimi anni mi ha dato tanta soddisfazione. Inizierò una nuova vita, dovrò studiare e imparare. Farò le cose con calma e conto di poter aiutare. La Juventus è famiglia prima di tutto, amore che non finisce di certo, ma è destinato a durare per sempre. Sarà un po' gelosa mia moglie, ma lo accetterà".

Cosa manca in campo alla Juventus?

"Sono orgoglioso dei miei compagni e del percorso fatto quest'anno, anche se rimane il rammarico per non aver fatto qualcosina in più. Non sono qui a dire che va tutto bene. Su certe dinamiche penso qualcosa, ma è davvero brutto dirlo così. Passo la risposta".

Cosa è mancato stasera?

"L'Inter è più forte, ma fino a 10 minuti vincevamo 2-1. Dobbiamo fare i complimenti per gli eurogol che spostano gli equilibri, poi il match lo hanno deciso gli episodi. Al di là dei gol non so nemmeno se Perin aveva i guanti. L'Inter è stata sicuramente superiore, noi dobbiamo capire cosa ci è mancato. Hanno giocato meglio di noi in entrambe le coppe, ma potevamo vincere anche noi".