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Con Lautaro e Calhanoglu è vera Inter: c’è un dato sul Toro che impressiona

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Dopo aver portato a casa appena due punti in tre partite, i nerazzurri sono tornati alla vittoria trascinati dai due leader
Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 

Con Lautaro e Calhanoglu è tornata la vera Inter. Dopo aver portato a casa appena due punti in tre partite, i nerazzurri sono tornati alla vittoria trascinati dai due leader, senza dimenticare Thuram alla sua miglior partita stagionale. Con Lautaro e Calhanoglu in campo è tutta un'altra Inter.

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"Il successo scacciapensieri per 5-2 contro la Roma ha detto tante cose. Ma soprattutto una. Di semplicissima comprensione. Lautaro Martinez nella stagione ’25-26, fra Inter e nazionale argentina, ha segnato 23 gol, messi a segno in 19 partite (17 con i nerazzurri, 2 con la Selección): bene, in quelle 19 gare, la sua squadra ha sempre vinto. Sempre. Lasciando da parte l’Argentina, significa che la squadra di Cristian Chivu, quando manda in rete il suo capitano, raccoglie sempre tre punti. Ma l’Inter aveva l’asso nella manica pronto, il ritorno di Lautaro Martinez. Già, perché quel calo di marzo era coinciso proprio con l’assenza del capitano. E del miglior Calhanoglu, lui sì qualificato per la kermesse iridata", sottolinea Tuttosport.

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"La sintesi è quindi scontata: la vera Inter è quella che ha in campo il regista turco e il bomber argentino in formato deluxe. Due giocatori non facilmente sostituibili e non a caso primi due marcatori dell’Inter in campionato, capocannoniere dell’intera Serie A il “Toro” con 16 gol, già a quota 9 Calha. A Chivu è bastato recuperare Lautaro, portato a lucido con una preparazione ad hoc durante la sosta, per riavere una versione migliore della sua squadra. L'argentino è il leader carismatico, non solo il goleador. E' anche il primo difensore e il collante di tutto il gioco con i suoi movimenti e le sue giocate di prima. Con lui rendono di più tutti i compagni, in primis Thuram tornare a segnare dopo un lungo letargo. Poi, il "Toro", ha quel vizietto di fare gol che lo rende inevitabilmente unico".

(Tuttosport)