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fcinter1908 ultimora Malagò infastidisce Abodi: “La politica non deve occupare il calcio”. Il Ministro replica stizzito

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Malagò infastidisce Abodi: “La politica non deve occupare il calcio”. Il Ministro replica stizzito

Eva A. Provenzano
Eva A. Provenzano Caporedattore 
L'ex presidente del Coni è il nome indicato dalla Lega Calcio come candidato alla presidenza della FIGC e oggi sia lui che il Ministro per lo Sport sono stati a San Siro per l'evento de Il Foglio

In pratica non se le sono mandate a dire. Giovanni Malagò è il candidato che la Lega Calcio Serie A ha proposto per la presidenza della FIGC. In attesa che accetti il mandato che gli hanno affidato quasi tutti i club del massimo campionato italiano, l'ex presidente del Coni è intervenuto questa mattina all'evento de Il Foglio a San Siro. E c'è stata una sua frase non apprezzata dal Ministro per lo Sport Abodi.

«Ho sempre sostenuto che la politica, più passa il tempo e più è indispensabile che si occupi dello sport e, soprattutto nello specifico, che si occupi del calcio. Poi il lessico del concetto 'si occupi' si può trasformare nel senso dell'infinito. Una cosa è che si occupi, una cosa è che occupi. Questo è il punto centrale di tutta la questione», ha detto Malagò nel suo intervento.

Poco dopo è arrivata la replica stizzita del Ministro: «Commissariamento il percorso migliore per rifondare il calcio? Non lo so. Se oggi riuscissimo in un confronto con le componenti a raccogliere un consenso sulla base di un programma che deve essere la risultante dei programmi, non abbiamo bisogno dello strumento. Però non vedo convergenza sull'obiettivo. Quindi possiamo pensare a qualunque cosa», ha detto.

E poi è entrato proprio nel merito delle parole di Malagò e della scelta della Lega Serie A di fare il suo nome: «Poi c'è anche la suggestione, della quale siamo tutti consapevoli, che il ministro possa fare tutto e quindi, comunque, pago pegno a prescindere dalla responsabilità. Mi sta anche bene, per carità, e non ho nessuna voglia di invadere. Sono sinceramente infastidito da questa cantilena: 'La politica si deve occupare dello sport, ma non deve occupare lo sport'. La dobbiamo un po' piantare».

-Se la politica ha delle colpe?

—  

Qua non c'è nessuno senza responsabilità. Ma io quando prendo la parola di fronte a una mia sconfitta, ed è successo, penso alle mie responsabilità, non al fatto che ci sia qualcun altro che ne abbia. Questo sistema, che non è un sistema, ha dimostrato nel tempo, così come è stata disegnata la governance, di non saper contemperare le esigenze di tutti. E allora io mi prendo le mie, perché sicuramente ne ho e sono pronto a parlarne. Ma io non posso pensare di incontrarmi comunque con delle componenti che la prima operazione che fanno è indicare un presidente, perché vuol dire non aver capito che la responsabilità non è del presidente Gravina, o non è solo del presidente Gravina. Il quale, per quanto mi riguarda, è semplicemente stato l'emblema di un contesto che evidentemente non è riuscito a trovare delle soluzioni». 

(Fonte: Skysport)