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Da Conte a Icardi e Dybala: Marotta VS Paratici. E all’asse Juve-Roma, l’Inter risponde con…

Andrea Della Sala

Il mercato estivo sta portando sempre più a galla la rivalità tra l'ad dell'Inter e il ds della Juve

Con l'addio alla Juve di Marotta si è chiusa anche l'amicizia e la collaborazione tra l'ex dirigente bianconero e il ds juventino Paratici. Dal 30 settembre 2018 i due ex colleghi non si rivolgono la parola e sul mercato si danno battaglia per gli stessi obiettivi, spesso mettendo l'uno i bastoni tra le ruote all'altro. Ecco la ricostruzione di alcuni casi che i due dirigenti hanno affrontato uno contro l'altro, secondo Repubblica:

ICARDI - "Marotta era all’Inter da pochi giorni quando Paratici andò impietosamente a rigirare il coltello in quell’enorme piaga che c’era, ovvero il caso Icardi. Senza nessun riguardo per l’amicizia di anni, Paratici si mise a tempestare Wanda Nara di messaggi che lei, perfidamente, faceva leggere a Marotta. Quel rapporto è finito lì, senza aggiungere una parola".

LUKAKU - "L’operazione Lukaku, ammesso che si realizzerà, è l’esempio lampante dell’avvelenata rivalità che c’è. Marotta è in difficoltà ma per forza, perché la sua Inter non ha neanche lontanamente il peso, gli agganci, la disponibilità economica, l’attrattiva e l’influenza politica della Juve: una battaglia la perderebbe a prescindere, anche senza le incessanti manovre di disturbo bianconere che lui rintuzza come può".

DYBALA - "Adesso ci sta provando con Dybala: se riuscirà a convincerlo a dire no al Manchester United, a resistere alle pressioni che la Juve gli farà (la Joya sarà a colloquio con Paratici e Sarri proprio oggi, ma in ogni caso non riprenderà in anticipo gli allenamenti, rimanendo in ferie fino a lunedì) e a promettersi all’Inter, potrebbe realizzare l’affare di cui qualche tempo fa aveva parlato con Agnelli, cioè scambiare Icardi e Dybala, realizzare plusvalenze belle grasse e dare ai rispettivi allenatori un teorico campione. Va da sé che tanto Marotta quanto Paratici sono convinti di rifilare un bidone al nemico. E magari segretamente sospettano che invece la fregatura la stanno prendendo loro".

CONTE - "L’interista per ora l’ha spuntata su Conte, che se alla Juve non è andato per il veto di Agnelli, alla Roma ha rinunciato proprio per l’insistenza di Marotta, capace di infilarsi tra le strette maglie della strettissima alleanza tra Paratici e Petrachi, il quale ai giallorossi portò in dote la sua amicizia decennale con Conte, che però non è bastata".

ROMA - "L’asse Roma-Juve, riconoscibilissimo dallo scambio Spinazzola-Pellegrini (29,5 milioni di valutazione il primo, 22 il secondo: chi immaginava che fossero così forti?), è uno degli ostacoli al passaggio di Dzeko all’Inter, che era praticamente fatto prima che fossero i bianconeri a placare, con quel giro di terzini, l’urgenza giallorossa di plusvalenze. Nel frattempo, la Roma si è inserita su Barella facendone alzare il prezzo e l’Inter ha dovuto assoggettarsi. Una sponda, i nerazzurri l’hanno trovata nel Napoli, con cui stanno cercando di alzare un fronte alternativo".