La domanda che in tanti si fanno dopo la clamorosa sconfitta dell'Italia contro la Bosnia, è: perché non si dimette anche Bonucci? Come sottolinea Repubblica, la ragione risiede nel ruolo che ricopre l'ex difensore. "Dopo il ritiro dal calcio giocato è entrato in Federcalcio nell'ottobre 2024, iniziando un percorso che già lo aveva portato a lavorare come vice di Bernardo Corradi nell'Under 20, nell'ambito di uno un accordo di stage con il Club Italia, la struttura federale che coordina le nazionali. In questo contesto, Bonucci viene assegnato di volta in volta alle squadre azzurre in base alle necessità organizzative: con l'arrivo di Gattuso, la Figc lo ha voluto nello staff della Nazionale A".

ultimora
Nazionale, ecco perché Bonucci non si dimette. Repubblica: “La Russa probabilmente…”
"Intanto, accumula le ore richieste per sostenere l'esame del Master a Coverciano e conseguire la licenza Uefa Pro, il massimo livello. Proprio questo inquadramento spiega perché la sua posizione non sia automaticamente legata agli avvicendamenti politici o tecnici in Federazione. E dal punto di vista economico, un addio di Bonucci comporterebbe un risparmio modesto per le casse federali: l'incarico durerà fino al 30 giugno, poi sarà il nuovo corso della Figc a decidere il suo futuro".
"Chi probabilmente non fa il tifo per una sua permanenza in organico è il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che a caldo, dopo la sconfitta con la Bosnia, ipotizzò che fosse stato «il presuntuoso Bonucci» a indicare il ventenne Pio Esposito come primo rigorista. Una tesi poi smentita dal diretto interessato, ma l'antipatia resta".
(Repubblica)
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.fcinter1908.it/assets/uploads/202507/6f38759ace1c52a87824387730e06327.jpg)

