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Il fallo di N’Dicka su Bisseck è stato uno degli episodi più contestati della passata stagione. Un errore di arbitro e Var che all'Inter è costato uno scudetto. Un audio pubblicato da Repubblica ("Fatti i fatti tuoi") ha riacceso i riflettori sul mancato intervento del Var. Giovanni Capuano ricostruisce l'episodio dalle colonne di Panorama.
"Secondo la ricostruzione, tra i trenta arbitri circa che nei mesi scorsi sono stati sentiti in varie forme dal pubblico ministero Maurizio Ascione ci sarebbe stata una “fonte” che avrebbe messo a verbale un’ingerenza diretta del supervisore del Var, Andrea Gervasoni, in occasione di Inter-Roma della sfida di San Siro del 27 aprile 2025, interferenza per danneggiare i nerazzurri. Un paradosso se si considera che negli stessi giorni, secondo quanto contenuto nell’avviso di garanzia indirizzato a Rocchi, l’allora designatore si era prodigato per dare all’Inter designazioni gradite (o non sgradite) nei match decisivi di una stagione ancora in bilico".
"Essendo Gervasoni chiamato a comparire unicamente per l’interferenza in sala Var per Salernitana-Modena del’8 marzo 2025, gara di Serie B, evidentemente il pm Ascione non ha ritenuto comprovata o interessante la segnalazione relativa a Inter-Roma. La vicenda rimane da sviluppare a partire dalle circostanze che hanno accompagnato già in quelle settimana la polemica sulla mancata pubblicazione di video e audio all’interno della trasmissione Open Var su DAZN".
"Intanto le date messe in relazione al resto dell’indagine. Il 2 aprile 2025 il presunto “incontro” a San Siro per parlare di Colombo (Bologna-Inter del 20 aprile) e Doveri (poi mandato sia a Parma-Inter del 3 aprile che a Inter-Milan di Coppa Italia del 23 aprile) e negli stessi giorni l’errore arbitrale contro la Roma. Solo il disvelamento delle fonti di prova in mano alla Procura di Milano, che ha fatto sapere che non ci sono dirigenti interisti coinvolti nell’inchiesta (almeno non al momento), aiuterà a capire quale sia l’idea del pm Ascione che contesta a Rocchi l’ipotesi di reato di frode sportiva “in concorso con altre persone”.
"Tornando, però, al video di quanto accaduto in sala Var, il designatore Rocchi ha ammesso già nel maggio 2025 di aver commesso un errore nel bloccarne la pubblicazione immediata sperando (erroneamente) di proteggere il gruppo degli arbitri dalle polemiche nel finale di campionato. Audio e immagini sono state poi mostrate a Open Var nella puntata di chiusura campionato e in quell’occasione Rocchi aveva ammesso senza troppi problemi che la decisione dell’arbitro (Fabbri) e di chi era a Lissone (Di Bello e Piccinini) era stata errata e che era stato perso un rigore netto a favore dell’Inter".
"In quell’audio non si sentono le parole “fatti i fatti tuoi” riportate al pm Ascione. Perché? E’ un altro dei misteri di questa storia. La certezza, per quanto risulta, è che nulla sia stato ‘tagliato’ nell’audio arrivato a DAZN per la pubblicazione a fine campionato con commento in studio di Rocchi. Nessun intervento manipolativo da parte del broadcaster. Era avvenuto prima, in fase di confezionamento della clip poi inviata a DAZN? O la frase oggetto della deposizione in Procura è stata pronunciata dopo il punto in cui si è conclusa la clip spedita dall’AIA a DAZN e trasmessa a Open Var? Sarà materia dell’inchiesta, ammesso che il pm Ascione non si sia già fatto un’idea dal momento che nell’avviso di garanzia recapitato a Gervasoni il 25 aprile la presunta interferenza in Inter-Roma non viene né citata né contestata".
(Panorama)
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