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Pellegrini: “L’Inter ha ancora fame, vincerà lo scudetto. Barella un piccolo Matthaüs”

Pellegrini: “L’Inter ha ancora fame, vincerà lo scudetto. Barella un piccolo Matthaüs”

L'ex presidente dell'Inter Ernesto Pellegrini ha parlato del big match contro il Napoli alla ripresa e della squadra di Inzaghi ancora in lotta per il titolo

Andrea Della Sala

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex presidente dell'Inter Ernesto Pellegrini ha parlato del big match contro il Napoli alla ripresa e della squadra di Inzaghi ancora in lotta per il titolo:

«Mi chiama per sapere di Inter-Napoli? Stia tranquillo, l’Inter farà una grande partita e la porterà a casa. Di più: vincerà anche questo scudetto. E mi perdoni, ma questa squadra mi ha fatto emozionare».

Addirittura?

«Le racconto questo. Lo sa che da quando ho venduto la società, nel 1995, non ho mai più messo piede alla Pinetina? Un fatto di orgoglio, di cuore, mi faceva star male l’idea. Pochi giorni fa mi chiama al telefono il mio amico Marotta. E mi fa: “Vieni su, ti aspettiamo”. Sono andato. È cambiato tutto, ho visto l’albergo, i campi. Ma una parte del centro è rimasta la stessa, quella dalla quale solitamente entravo io. Mi sono emozionato. Ho pranzato con Beppe, con Antonello, con il professor Volpi. E ho conosciuto Inzaghi: è una grande persona, oltre che un bravissimo allenatore».

Con un compito mica semplice, peraltro.

«Arriva dopo Conte, basta questo per indicare il grado di difficoltà. Sta guidando il gruppo al meglio, la squadra ha ancora fame di vittoria ed è la cosa più importante. Merita attenzione, come tecnico. Certo, il Milan e il Napoli mi preoccupano perché vanno fortissimo. Ma le ho già detto come la penso, l’Inter farà grandi cose».

 Getty Images

I tedeschi.

«Dopo Kalle, ecco Matthäus, Brehme, Klinsmann. E poi Sammer, che vinse il Pallone d’Oro e qui qualcuno mi consigliò di venderlo... Ah, pure Bierhoff portai in Italia, poi il mio 50% sparì dopo il prestito all’Ascoli. Mi piaceva, l’avevo visto in Austria, mi ricordava Serena».

Ha un rimpianto legato a un giocatore?

«Ho acquistato tutti i calciatori che mi ero prefissato. E la squadra è sempre stata all’altezza. Solo sul finire della mia presidenza, andammo meno bene. Ma lì per altri motivi che non è l’ora di raccontare».

Davvero è così convinto che questa Inter rivincerà?

«Con il Napoli sarà importante anche non solo non perdere, perché a quel punto il distacco sarebbe troppo ampio. Ma sono convinto che sfrutteremo l’occasione per ridurre il gap».

Le piace anche Dzeko?

«Lo accosto a Serena, piedi e testa importanti allo stesso modo. E Aldo fu decisivo per noi, quindi... Però nel mio cuore c’è Barella. È un piccolo Matthäus, un “tedesco di Cagliari”, in fondo i sardi sono testardi allo stesso modo. E lui mi sembra avere quella forza di volontà, quella capacità, quella mentalità che aveva Lothar. Le anticipo la risposta: sì, ce lo vedo proprio come futuro capitano». E se poi dovesse segnare al Napoli anche lui...

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