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Perrone: “Quando la Juventus ha accelerato, l’Inter non ha saputo colmare la distanza che le separa”

L'analisi del giornalista

Marco Astori

Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere dello Sport, Roberto Perrone, noto giornalista, ha analizzato così la sconfitta dell'Inter con la Juventus di ieri sera: "Per essere la sfida che è, per essere questo snodo importante, per entrambe, un po’ più per l’Inter, non c’è la cattiveria cattiva, c’è solo la cattiveria giusta, anche questa refrattaria al superfluo. Il primo ammonito è al minuto 63, l’unico ingresso in campo dello staff sanitario al minuto 76. E l’infortunato, Alex Sandro, deve uscire, non era per tirare tardi. Ovviamente, nel finale, emerge un po’ di nervosismo tra i nerazzurri a causa del risultato che forse decide il loro campionato. Niente di che. “Dai raga non mollate” urla Antonio Conte, incitando i suoi.

E Maurizio Sarri, allo stesso modo, si volta verso la sua panchina chiedendo di incitare i compagnia, allenatore di lotta e di governo.Oltre il silenzio, oltre le urla di questa partita che è più vera delle altre, perché non ci sono condizionamenti di alcun tipo, perché in quei campetti dove si è soli, si gioca per se stessi e non per il mondo, resta una dura sentenza per l’Inter: nelle due sfide la Juventus è apparsa geneticamente superiore. Con il pubblico o senza, fuori casa e nel proprio condominio, non c’è stata partita. O meglio, c’è stata, ma quando la Juventus ha accelerato, l’Inter non ha saputo colmare la distanza che la separa dall’avversaria. Poi, certo, di là c’era un genietto che, su questi campi di periferia, salta sempre fuori. Nel caso in questione, tale Paulo Dybala".

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